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20 Maggio 2021 - 09:08
Mondovì, al Museo della Ceramica la mostra sulla "Richard-Ginori", la grande fabbrica del "Follone" protagonista dell'industria monregalese. Venerdì l'inaugurazione
Le sue architetture, imponenti, sono ancora lì, a Carassone: è la “Richard-Ginori”, che nel primo Novecento divenne la più grande fabbrica della ceramica monregalese. “Mirabile industria”: ed è questo il titolo con cui il Museo della Ceramica di Mondovì celebra l’epopea dello stabilimento carassonese, con una mostra che si aprirà il 21 maggio. La mostra è curata da Christiana Fissore e da Oliva Rucellai, storica della ceramica italiana.
LA STORIA DELLA RICHARD GINORI DI MONDOVÌ
Il 5 gennaio 1897 la Società Ceramica Richard Ginori acquista da Felice Musso il fabbricato detto il “Follone” nella frazione Carassone di Mondovì. Era la fabbrica a valle del rione storico di Carassone, che produceva principalmente vasellame da cucina. Un sito costruito da poco, modernissimo per l’epoca. Il più grande di tutto il distretto delle ceramiche monregalesi: nel 1903 dava lavoro ad oltre 300 operai, nel 1907 addirittura a 500. Superata la crisi del primo dopoguerra, a partire dal 1923 la fabbrica ebbe una fase di grande espansione sia sul mercato delle ceramiche da tavola che in quelle artistiche, sotto la direzione di Giò Ponti. Avvenne così che i pezzi della “Richard-Ginori” di Mondovì raggiunsero le grandi esposizioni internazionali: la Triennale di Milano, la Prima Biennale di Arte Decorativa di Monza, all’Esposizione Internazionale di Parigi del 1925 e del 1937, ed in varie altre manifestazioni in Europa e nelle Americhe. Cessò la sua attività nel 1973.
LA MOSTRA
La rassegna, che aprirà i battenti il 21 maggio, è nata da un'idea di Christiana Fissore ed è stata scelta per festeggiare la data dei dieci anni d’apertura del Museo della Ceramica di Mondovì, avvenuta il 10 dicembre 2010. Per la prima volta dalla sua apertura, il Museo proporrà uno sguardo sistemico e interdisciplinare dell’intera attività della Richard Ginori e documenterà il singolare intreccio di economia, tecnica, arte e costume sotteso alla vicenda novecentesca dell’azienda, colosso ceramico italiano. L’obiettivo è non solo quello di mettere in rilievo il legame fra i diversi stabilimenti (ben quindici attivi nell’arco del periodo considerato) con i loro rispettivi territori, con particolare riferimento a quello monregalese, ma anche di gettare nuova luce su figure particolarmente importanti del settore decorativo e del design, quali Gio Ponti, Giovanni Gariboldi e Giuseppe Sciolli: in special modo, l’attività di quest’ultimo che fu attivo a Mondovì, verrà in quest’occasione attentamente studiata e messa in rilievo.
La rassegna espositiva è stata curata da Christiana Fissore, direttrice del Museo della Ceramica di Mondovì e da Oliva Rucellai, già direttrice del Museo Richard-Ginori di Sesto Fiorentino, e si è avvalsa dei contributi di studiosi di chiara fama nello specifico settore di riferimento. Il catalogo è stato curato da Andreina d’Agliano, Presidente Fondazione Museo Ceramica “Vecchia Mondovì”, Christiana Fissore, Oliva Rucellai. «In un’epoca come quella che stiamo vivendo, in cui i modelli economici che hanno dominato il secolo passato appaiono in profonda crisi – dicono le curatrici della mostra – la riflessione su un caso significativo della nostra storia industriale si propone come un punto di partenza per comprendere meglio il nostro presente».
La mostra (al Museo della ceramica) è visitabile, a ingresso contingentato, indossando la mascherina. È necessario prenotarsi al numero 0174 330358 o via mail all’indirizzo iatmondovi@cuneoholiday.com (Ufficio Turistico di Mondovì: mercoledì - sabato 10 - 13 /15 – 18, domenica 10 – 18). Le nuove disposizioni governative rendono obbligatoria la prenotazione nel weekend per accedere sia a museo permanente, che alle mostre. Il costo del biglietto per la mostra “Mirabile Industria. La società ceramica Richard-Ginori dal 1896 al 1972” è di 6 euro.
Il percorso espositivo esplorerà i quattro filoni più rappresentativi della multiforme attività della Richard Ginori: la tavola, la produzione artistica, la produzione tecnico- industriale, i set per il bagno. Dalla mostra emergerà come la continua ricerca creativa della Richard Ginori metteva sullo stesso piano il manufatto di pregio e quello di uso quotidiano. Secondo la filosofia estetica di Gio Ponti, direttore artistico dal 1923 al 1930, si giunse a una rilettura funzionale-estetica degli oggetti utili: dai posacenere alle appliques, dalle mattonelle agli oggetti da bagno.
LA TAVOLA
Saranno esposti alcuni dei più significativi esempi di servizi da tavola di straordinaria qualità e originalità, come quelli in stile Liberty, dai temi floreali e dalle linee sinuose. Si potranno ammirare anche le tipologie decorative della “Vecchia Mondovì” o il raffinato vasellame in monocromia blu e rosa. E come non ammirare i servizi da tavola nati sotto la direzione artistica di Gio Ponti e quelli di Mondovì frutto della brillante creatività di Giuseppe Sciolli. Fino al celebre servizio “Paola”, che la Richard Ginori realizza dagli anni Cinquanta nella fabbrica monregalese, declinandolo in almeno venti diversi motivi floreali.
LA PRODUZIONE ARTISTICA
I manufatti presenti ripercorreranno il cammino artistico compiuto della Richard Ginori in oltre settant’anni, evidenziando le radicali trasformazioni dell’indirizzo stilistico. Agli albori del Novecento con Luigi Tazzini, direttore della “pittoria” di Doccia, si inaugura un nuovo stile in cui l’elemento plastico ricorrente è la figura femminile avvolta in lunghe chiome e vestiti fluenti. Gio Ponti propone come fonti di ispirazione il mondo classico, l’archeologia, gli sport, gli avvenimenti mondani, il tutto reso con tratto stilizzato e con una figurazione bidimensionale. La rassegna presenterà anche statue allegoriche, come il noto “Pellegrino Stanco”, modellato dallo scultore Salvatore Saponaro, che collaborò con la Richard Ginori, come il disegnatore Giovanni Gariboldi, di cui portano la firma le opere prodotte dagli anni Trenta.
LA PRODUZIONE TECNICO-INDUSTRIALE E I SET DA BAGNO
In questa sezione la mostra presenterà manufatti, suppellettili e stoviglie che fino a pochi decenni or sono popolavano officine e laboratori, scuole, mense, caffè, ristoranti. Vi si troveranno anche oggetti igienici che hanno dato un fondamentale contributo di utilità, modernità, associate a un’inequivocabile bellezza, e apparecchi per la telegrafia e l’elettricità prodotti a partire dal 1860.
Scopri anche: Mondovì, il Museo della Ceramica su Visit Mondovì

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