Il sushi, cibo simbolo per eccellenza della cultura nipponica, riadattato a Carrù nella patria del bollito. Il nome, vien da sé, “Carrùshi”, creato dall’inventiva di Silvia Facello, titolare del ristorantino “Redibis” e coordinatrice provinciale delle Lady Chef, il sodalizio femminile della Federazione Italiana Cuochi. Ora arriva alla ribalta nazionale grazie all’articolo a firma di Debora Sattamino (giornalista de “L’Unione Monregalese”) apparso lo sorso sabato sulla rubrica culinaria “Il Gusto” del quotidiano “La Repubblica”.
«Carrúshi – ha spiegato Facello – è un marchio registrato che nasce nel 2016 da un’idea che mi era venuta per elogiare la nostra carne, ma in una versione innovativa. Non si tratta solo di carne, ma racchiude un po’ tutti i prodotti del territorio». Insomma i famosi “roll” di riso nipponici sono interamente preparati con tipicità locali: sette i pezzi nel piatto, perché sette sono i pezzi del bollito carrucesi. «Nel menù del Carrúshi troviamo: nigiri e sashimi di trota salmonata affumicata di San Biagio di Mondovì, salsiccia di vitello con le estremità passate nella granella di nocciole, roll di riso alga e vitello tonnato, roll di peperoni e acciuga riso alga e “topping” di peperone e acciuga, roll di battuta di carne con riso alga e sfoglia di Castelmagno, roll di salsiccia di vitello riso alga e salsa all’ aglio di Caraglio». Il tutto è disponibile su ordinazione: «Trattandosi di preparazioni speciali e curate nei minimi dettagli, per poter gustare il Carrúshi occorre prenotare sia per consumarlo nel mio ristorante sia per l’asporto».
«La gavetta in cucina – prosegue Silvia, doglianese trapiantata a Carrù (dove nel frattempo è anche diventata consigliere comunale) – comincia come tuttofare quando ancora non avevo terminato gli studi all’Alberghiero, lavoravo in un ristorante in Alta Langa dove si facevano tanti ricevimenti ed io facevo preparazione. Dopo circa 7 anni mi trasferii in un ristorante a La Morra che per me è stata formazione allo stato puro. Era l’inizio degli anni 2000, si faceva molto caso all’estetica del piatti. Tutto questo mi ha aperto gli occhi su quello che sarebbe stato il mio futuro: creare dei piatti belli e buoni. La creatività è stata molto importante per mem e arrivare a pensare al Carrúshi è stata una bella soddisfazione, un grande momento di estro e fantasia. Il tutto sempre continuando a occuparmi dei tipici piatti della tradizione che si trovano nel mio ristorante, uno su tutti certamente il bollito misto, che non servo nel carrello, ma in una zuppiera che porto in tavola, immerso nel brodo caldo. Dopo 8 anni con il mio ristorante nel pieno centro di Carrù, ho deciso di cambiare e da qualche anno mi sono spostata nelle vicina frazione Sant’Anna dove abito. Sono stata inserita nel “L’Agenda dei 365 - Fra i migliori ristoranti d' Italia”, sia per il 2023 che per il 2024».
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