«Giampiero Caramello è stato incompatibile per mesi». L'accusa, esplosiva, arriva la sera di martedì 21 aprile in Consiglio comunale per bocca del sindaco Paolo Adriano. E fa riferimento a una circostanza ben precisa: Caramello, entrato in Consiglio comunale nel febbraio 2018, dichiarò che si sarebbe dimesso dal CdA dell'Istituto "Casati-Baracco". E invece continuò a restare in carica fino al novembre 2018.
Il j'accuse del sindaco piomba "a freddo", in Consiglio, durante una discussione sul Piano regolatore (sulla cosiddetta "variante stralci" - LEGGI QUI): un ordine del giorno rispetto al quale Caramello (Forza Italia) doveva assentarsi dalla discussione, perché in conflitto di interessi per motivi di lavoro. Caramello è uscito dall'aula, ma ha affidato un intervento scritto al collega di minoranza Guido Tealdi. Atto stigmatizzato dall'intera maggioranza. E qua arriva lo strale del sindaco: «Non mi stupisco: del resto, Caramello ha occupato per svariati mesi due ruoli incompatibili, essendo consigliere comunale e presidente del "Casati"». Una stilettata che il sindaco scocca in contumacia (Caramello non ha potuto replicare) e a distanza di due anni dai fatti, ma pur sempre circostanziata. Da carte, date e documenti, che meritano una ricostruzione.
Facciamo un passo indietro. La vicenda comincia nel gennaio 2018: Donatella Garello, candidato sindaco del centrodestra nelle elezioni 2017, annuncia le sue dimissioni dal Consiglio comunale all'indomani della frana che ha lasciato l'Alberghiero (di cui è dirigente) senza una sede fissa. Le subentra Giampiero Caramello, primo eletto della lista di Forza Italia, che allora ricopriva anche l'incarico di presidente dell'Istituto "Casati", dal 2014.
Siccome la carica di presidente del "Casati" era incompatibile con la carica di consigliere comunale, Caramello firmò le sue dimissioni irrevocabili il 22 febbraio. Dimissioni che aveva anche annunciato in pubblico, qualche giorno prima, durante una cerimonia con la delegazione di Cascia giunta a Mondovì proprio sotto invito del "Casati". Il giorno seguente, 23 febbraio 2018, firmò la sua dichiarazione di ingresso in Consiglio affermando di non essere in condizioni di incompatibilità. E il giorno 26 febbraio, un lunedì, entrò in Consiglio comunale prendendo il posto della Garello fra le fila della minoranza.
Ora però si scopre che in due distinte occasioni - il 29 maggio e il 13 settembre2018 - il CdA del "Casati" vedeva ancora Giampiero Caramello come presidente. Il che significa che per molti mesi Caramello avrebbe ricoperto le due cariche. Di fatto, fino al novembre 2018: quando entrò in carica il nuovo CdA guidato da Giorgio Bertolino. La presidenza del "Casati" è un incarico non remunerato, ma comunque non compatibile con il seggio di consigliere comunale.
Perché il consigliere Caramello ha continuato? «Spettava all'Amministrazione rifare le nomine per tempo - ci afferma il diretto interessato - e quindi rispedisco al sindaco le accuse sulla mia correttezza e sulla mia trasparenza. Quando mi sono insediato come consigliere comunale, nessuno in Consiglio ha sollevato cause sulla mia incompatibilità. Mi dispiace che queste considerazioni il sindaco le faccia ora, a distanza di anni, e soprattutto in un momento come questo». La vicenda potrebbe non essere conclusa qui.
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