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15 minuti/La gogna mediatica: vittime e carnefici della viralità

Sad 505857 1920
L’esperienza della pandemia ci ha insegnato che un semplice contatto, se non controllato, può dare il via a un circolo virale senza ritorno. Non è un caso, quindi, che l’aggettivo “virale” venga utilizzato nei mezzi multimediali per indicare la diffusione di materiale che, una volta trasmesso, prende vita autonoma non più arrestabile. La cosa di per sé garantisce di comunicare con tutti su tutto. Ma quest’era digitale va a braccetto con una natura che rimanda all’area semantica della “malattia”. Le parole non sono mai casuali; se si attribuisce il termine “virale” a qualcosa che circola in rete, necessariamente bisogna metterne in conto l’associazione con l’ idea di un rischio, gestibile, ma pur sempre un rischio. Sappiamo che, per il covid, basta la distrazione di un momento e il rischio è già in atto. Più o meno la stessa cosa accade quando si spinge il dito con un clic. Così come...

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