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17 Ottobre 2025 - 09:47
Il mito della metà narra di un tempo in cui gli esseri umani erano completi, ma Zeus geloso della loro perfezione lì divise. E da allora ogni individuo, sentendosi incompleto, va alla ricerca della sua metà mancante, ovvero di quella persona con cui unirsi potendosi sentire nuovamente integro e completo. Chi ha studiato filosofia sa che questo pensiero è arrivato da Platone. Tutti gli altri si devono "accontentare" di ricordarla grazie a "Tre uomini e una gamba". Possiamo tranquillamente affermare che Diane Keaton e Woody Allen siano stati l'uno la metà mancante dell'altro, anche se la vita coniugale non ha funzionato e il sodalizio artistico sia a un certo punto terminato. Troppo grande il feeling espresso dai due sul grande schermo, con capolavori universalmente riconosciuti della commedia da "Io e Annie" a "Manhattan", da "Provaci ancora Sam" ad "Amore e guerra". Il nevrotico Woody e la sofisticata Diane, e sullo sfondo le strade di New York, delle mostre di arte contemporanea e delle musiche di Gershwin. Degli ambienti intellettuali e un po' snob, delle citazioni colte, delle battute e degli aforismi. Una "grande mela" mostrata persino in bianco e nero: quell'altra New York, distante da quella largamente venduta a noi, o troppo sdolcinata oppure eccessivamente violenta. Una Manhattan che trova la sua completezza nei film della coppia, e che restituisce ai due il fascino e il mito delle sue ambientazioni, ordinate e anticonformiste, uniche e molteplici. Decisamente diverso da quello che eravamo abituati a vedere.

Diane Keaton ha completato si l'altra parte di Woody Allen, ma la sua carriera non si è fermata solo lì. In seguito si concentra principalmente in ruoli drammatici, spiccando nelle interpretazioni di "La stanza di Marvin" e "Reds". Per poi concedere un "ultimo ballo" a Woody e New York, in "Misterioso omicidio a Manhattan", prima di dividere il set con un altro mostro sacro quale Jack Nicholson in "Tutto può succedere". Resterà di lei una presenza cinematografica unica ed innovativa, indipendente ma fortemente legata a sequenze e sodalizi che difficilmente riusciremmo a scindere.