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17 preti torinesi bloccati a Gerusalemme, in attesa del rientro

Sono tutti al sicuro ma non posso uscire dalla Città Vecchia

17 preti torinesi bloccati a Gerusalemme, in attesa del rientro

Foto Voce e Tempo di Torino

La notizia arriva da settimanale diocesano "La Voce e il Tempo di Torino", secondo cui 17 sacerdoti piemontesi, in prevalenza provenienti dalla Diocesi di Torino, risultano al momento in sicurezza a Gerusalemme, pur in una situazione di grande incertezza per il proseguimento del loro viaggio di ritorno in Italia.

I religiosi si trovavano questa mattina nel cuore della Città Vecchia, nel giardino del Getsemani, quando è scattato l’allarme in tutto il territorio israeliano e in diversi Paesi del Medio Oriente a causa dell’escalation di tensioni scatenate dai bombardamenti lanciati da Israele e dagli Stati Uniti contro obiettivi iraniani. Gli spazi aerei nella regione sono al momento chiusi e non esistono certezze sui tempi di rientro del pellegrinaggio programmato, che era previsto con conclusione domani.

In una testimonianza raccolta dalla redazione torinese, don Daniele D’Aria, parroco del quartiere Lingotto a Torino, ha raccontato che il gruppo sta circolando liberamente per la Città Vecchia, ma non può oltrepassarne le mura. Le strade, di solito affollate di fedeli e visitatori, appaiono ora deserte, con negozi chiusi e un clima surreale: “Apparentemente tranquilli, ma in attesa di capire quando potremo ripartire”, ha riferito il sacerdote.

I responsabili dell’Opera Diocesana Pellegrinaggi mantengono costanti contatti con il Consolato italiano, con la compagnia aerea che dovrebbe riportare i sacerdoti in patria e con il Ministero del Turismo israeliano, al fine di ottenere aggiornamenti utili per l’organizzazione del rientro.

Solo due giorni fa il gruppo piemontese aveva incontrato il patriarca di Gerusalemme, il cardinale Pierbattista Pizzaballa, portando anche un contributo di aiuti economici alla comunità locale.

La situazione in Medio Oriente prosegue in un clima di tensione altissima, con attacchi missilistici segnalati su Tel Aviv e Gerusalemme, nel contesto del conflitto tra Israele e Iran che ha visto un’escalation negli ultimi mesi dopo reciproche offensive militari.

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