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09 Gennaio 2026 - 15:24
Gli striscioni comparsi di fronte alle scuole superiori di Alba
Nella notte appena trascorsa alcuni striscioni con la scritta “La scuola è nostra” sono comparsi davanti agli Istituti superiori di Alba. A rivendicare l’azione è stata Azione Studentesca Cuneo, organizzazione studentesca legata a Gioventù Nazionale, movimento giovanile di Fratelli d’Italia, nell’ambito di un blitz coordinato a livello nazionale.
Nel comunicato diffuso dal movimento si parla di un’azione simbolica per inaugurare il nuovo anno: «Nella scorsa notte i nostri militanti hanno dato il via a questo 2026. Anche quest’anno saremo al fianco degli studenti, in prima linea, a partire dalla nostra nuova campagna: segnalaci cosa non va nella tua scuola per cambiare tutto».
L’iniziativa ha immediatamente suscitato reazioni critiche dal mondo istituzionale e politico. A intervenire con fermezza è stato il presidente della Provincia di Cuneo, Luca Robaldo, che ha condannato l’episodio ribadendo la necessità di tutelare gli spazi scolastici da ogni forma di strumentalizzazione ideologica.
«Condivido le parole del collega sindaco di Alba Alberto Gatto – ha dichiarato – unendomi alla ferma condanna che ha espresso. L’ottantesimo anniversario della Repubblica, che ricorrerà in questo 2026, richiami tutti noi ai valori fondanti su cui si basa la nostra convivenza civile: fratellanza, condivisione e comunità, principi che sono propri anche delle istituzioni scolastiche».
Sulla vicenda è intervenuto anche il Partito Democratico. La Segreteria provinciale di Cuneo e il Circolo PD di Alba hanno espresso una netta condanna del blitz, definendo il messaggio «inaccettabile nel merito e nel metodo. La scuola è un bene pubblico e condiviso, non “di qualcuno”, e deve rimanere uno spazio neutro, inclusivo e libero da appropriazioni ideologiche».
Il PD, alla luce del legame tra Azione Studentesca e Fratelli d’Italia, chiede «ai rappresentanti locali del partito di prendere una posizione chiara. Il confronto sulle istanze studentesche, evidenziano, deve avvenire attraverso il dialogo e nei luoghi istituzionali, non con azioni dimostrative».
«Nella notte scorsa le nostre scuole superiori sono state bersaglio di un’iniziativa politica organizzata con messaggi da cui prendere le distanze con fermezza e forza. Desidero esprimere solidarietà totale a tutta la comunità scolastica cittadina coinvolta. Questi striscioni sono comparsi davanti a tutti i nostri istituti superiori, reclamando la proprietà delle scuole stesse. Le scuole non sono di qualcuno, specialmente non sono di una parte politica, ma sono di tutti noi. Fermo restando l’assoluta libertà d’espressione, questo modo di far propaganda, arrogandosi proprietà e conquista di spazi che sono simboli di libertà e democrazia non corrisponde in nessun modo all’idea che abbiamo della scuola e del diritto all’istruzione. L’istruzione pubblica è uno dei pilastri più belli, importanti e significativi della nostra società e come tale va preservata. Mi appello alle forze politiche cittadine e ai comitati studenteschi affinché si eviti la politica del conflitto in favore di una politica del confronto e si mantenga la giusta sensibilità quando ci si rivolge alle nostre studentesse e ai nostri studenti».
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