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19 Gennaio 2026 - 17:39
Foto Piemonte Informa
Il sistema dell’emergenza–urgenza piemontese continua a reggere l’urto di una domanda sanitaria in evoluzione, ma i numeri raccontano un cambiamento profondo nelle richieste dei cittadini. I dati ufficiali del 118, forniti da Azienda Zero, mostrano come nel triennio 2023–2025 il volume complessivo delle missioni sia rimasto elevato e in lieve crescita, superando nel 2025 le 496 mila attivazioni di mezzi in tutta la regione.
Se si osserva il totale delle missioni per gravità, emerge un elemento chiave: le vere emergenze non aumentano. In Piemonte, e in modo marcato anche nella "Granda", i codici rossi – quelli che indicano pericolo di vita – risultano in calo rispetto agli anni precedenti, così come i codici gialli, legati a urgenze di media criticità. A crescere in modo netto sono invece i codici verdi, le richieste di assistenza etichettate come "a bassa criticità".
Questo fenomeno è particolarmente evidente nella Centrale Operativa 118 di Cuneo, che è diretta dal 1° gennaio da Giovanni Marraccini. Qui le missioni complessive sono passate da 64.644 nel 2023 a 67.217 nel 2025. Ma a trainare l’aumento non sono state le emergenze: i codici rossi sono scesi da 5.606 a 5.380, i gialli da 26.127 a 25.859, mentre i codici verdi sono saliti in modo significativo da 30.200 a 33.402. In calo anche i codici bianchi, passati da 3.518 a 3.317, segno di un miglioramento dell’attività di filtro.
Giovanni MarracciniIl dato più rilevante per la provincia di Cuneo è proprio l’aumento di oltre 3.200 interventi in codice verde in soli due anni. Un numero che apre interrogativi importanti sul ruolo che il 118 sta assumendo nel territorio. L’impressione è che una parte crescente della popolazione si rivolga al numero di emergenza anche per urgenze differibili o per difficoltà di accesso ai servizi sanitari territoriali.
In questo scenario, il 118 sembra diventare, di fatto, un punto di riferimento “surrogato” della medicina di base e della continuità assistenziale. La struttura ha comunque implementato strategie volte a contenere le richieste incongrue, attraverso un’attività di filtro e l’incremento dei consulti e consigli telefonici, con l’obiettivo di orientare correttamente i cittadini e ridurre gli interventi non strettamente necessari.
A confermare questa trasformazione è anche l’analisi della tipologia di mezzi impiegati. Nel Cuneese, le missioni con mezzi di soccorso di base, spesso gestiti da volontari e soccorritori, sono aumentate in modo deciso, passando da 37.577 nel 2023 a 40.545 nel 2025. Al contrario, i mezzi di soccorso avanzato, con medico o infermiere a bordo, sono leggermente diminuiti, scendendo da 27.067 a 26.672.
Il calo dei codici bianchi è uno degli aspetti positivi emersi dai dati. Significa che il lavoro di triage telefonico e di orientamento dei cittadini sta producendo risultati, riducendo le attivazioni palesemente inappropriate. Non a caso, il 118 ha intensificato negli ultimi anni l’attività di consulenza telefonica, cercando di indirizzare correttamente le richieste e limitare gli interventi non necessari.
Come sottolineato dal direttore generale di Azienda Zero, Adriano Leli, il sistema piemontese si «conferma solido e affidabile, ma l’aumento delle richieste a bassa criticità rappresenta una sfida organizzativa che non può essere ignorata». Sulla stessa linea l’assessore regionale alla Sanità, Federico Riboldi, che richiama la necessità di «rafforzare l’integrazione tra emergenza, territorio e assistenza primaria». «Dietro questi numeri – continua – c’è il lavoro straordinario delle centrali operative, degli operatori sanitari, dei soccorritori e dei volontari, che ringrazio per la professionalità e la dedizione dimostrate».
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