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27 Gennaio 2026 - 18:30
Le svastiche apparse sui manifesti per il Giorno della Memoria
Nel giorno in cui l’Italia e il mondo commemorano il Giorno della Memoria, la ricorrenza istituita per ricordare le vittime dell’Olocausto, Torino si è svegliata con un gesto che ha suscitato indignazione e preoccupazione. Ignoti hanno imbrattato con simboli nazisti – tra cui svastiche alcuni cartelloni affissi in città per annunciare le iniziative dedicate alla giornata di oggi, 27 gennaio. I manifesti, collocati in via Cigna e corso Vigevano, nella periferia torinese, erano stati realizzati per ricordare la Shoah e invitare la cittadinanza alla riflessione e alla partecipazione alle cerimonie in programma.
Sull’episodio sta indagando la Digos della Questura di Torino, chiamata a fare luce su un gesto che spezza simbolicamente il senso profondo della giornata. Introdurre simboli nazisti proprio nella giornata dedicata al ricordo dell’orrore dei campi di sterminio è stato visto da molti come un affronto non solo alle vittime della Shoah, ma a tutta la comunità cittadina impegnata a mantenere viva la memoria storica.
Le reazioni non si sono fatte attendere. Esponenti politici e rappresentanti della società civile hanno condannato l’atto come un gesto “vile e inquietante”, segnale, secondo alcuni commentatori, del pericolo di una recrudescenza di antisemitismo. In questo contesto, la memoria – hanno sottolineato – non può limitarsi a un giorno all’anno, ma deve essere difesa e trasmessa con responsabilità quotidiana.
La ricorrenza del 27 gennaio a Torino era stata organizzata con un programma di iniziative intese a coinvolgere istituzioni, scuole, associazioni e cittadini, per ricordare non solo i milioni di ebrei vittime della Shoah, ma tutte le persone perseguitate dal regime nazista e dai suoi alleati. Le celebrazioni istituzionali e gli eventi culturali sono volti a promuovere la conoscenza storica affinché episodi di odio e discriminazione non trovino spazio nella società contemporanea.
La città di Torino, medaglia d’oro al valor civile, prosegue comunque le sue commemorazioni, con il ricordo delle vittime e l’impegno a trasmettere alle nuove generazioni l’importanza della memoria come strumento di prevenzione contro l’orrore del passato.
LE REAZIONI
Il Gruppo consigliare torinese del Partito Democratico commenta: «Un vile attacco alla memoria, un’offesa a tutta Torino. Oggi in Corso Vigevano i manifesti del Comune di Torino dedicati al Giorno della Memoria sono stati imbrattati con svastiche. Un gesto ignobile, che colpisce non solo un’iniziativa istituzionale, ma il ricordo delle vittime della Shoah e i valori fondanti della nostra democrazia. Non è una bravata. È un atto di odio, di negazione della storia, di intimidazione. Colpire il Giorno della Memoria significa colpire la coscienza civile del nostro Paese. Torino è città medaglia d’oro della Resistenza, città che ha conosciuto la persecuzione e che ha scelto da che parte stare: dalla parte della libertà, della dignità umana, dell’antifascismo. Condanniamo con la massima fermezza quanto accaduto. Ribadiamo il nostro impegno a contrastare ogni forma di antisemitismo, razzismo e neofascismo, dentro e fuori le istituzioni. La memoria non si cancella. Torino non si piega all’odio».
"Le svastiche apparse oggi a Torino sui manifesti del Giorno della Memoria sono una violenza vergognosa, un gesto infame e ignobile, un orrore che non possiamo e non dobbiamo ignorare". Lo dichiarano il senatore Roberto Rosso, vicecapogruppo di Forza Italia a Palazzo Madama e vicesegretario regionale del partito, e Marco Fontana, segretario cittadino di Forza Italia a Torino.
"Colpire i manifesti istituzionali dedicati al Giorno della Memoria, che ricordano l’infanzia spezzata nei lager, significa colpire deliberatamente e con vile premeditazione la coscienza democratica del Paese. È un atto di una brutalità inaudita, un insulto intollerabile al ricordo delle vittime della Shoah. Il mostro dell'antisemitismo sta uscendo dalle fogne della storia per avvelenare il nostro presente, ma non glielo permetteremo. Siamo davanti a un'emergenza culturale e di sicurezza. I Pro Pal, con il loro modo violento di porre la questione di Gaza, hanno creato le condizioni per far esplodere questo risentimento. Non ci stancheremo mai di dirlo: i Pro Pal non sono solo i peggiori ambasciatori delle ragioni della Palestina ma sono anche il filo conduttore di un rinato antisemitismo. Non c'è spazio per ambiguità, giustificazioni o silenzi imbarazzati. Chi tace è complice e finisce per legittimare l'odio. Chi volta lo sguardo dall'altra parte apre la strada agli errori più tragici del passato. Non accetteremo mai che l'antisemitismo torni a sporcare le nostre città e la nostra democrazia", concludono Rosso e Fontana.
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