Cerca

ultima ora

ultime notizie

OGGI

È tornato il ladro d’api, otto alveari rubati

Gli episodi a Lequio e a Vicoforte, danni per migliaia di euro

È tornato il ladro d’api, otto alveari rubati

A destra gli alveari rubati, a sinistra un'immagine a carattere didascalico realizzata con l'ausilio dell'AI

Le modalità sono le stesse dello scorso anno, tanto da far pensare che la mano sia sempre la medesima. Nei giorni scorsi è tornato a colpire il cosiddetto ladro d’api. Sei alveari sono stati rubati a Lequio Tanaro, mentre altri due sono spariti a Vicoforte. Non è stato possibile stabilire con precisione il giorno dei furti, ma intanto è già stata sporta denuncia per consentire l’avvio delle indagini.

Il danno stimato, considerando sia la mancata produzione annuale sia il valore del materiale sottratto, supera complessivamente i 2.500 euro. Si tratta di furti mirati e tutt’altro che improvvisati: chi agisce utilizza attrezzatura professionale e mezzi in grado di trasportare fino a sei o sette alveari alla volta, causando ingenti danni.

Il ladro dimostra inoltre di conoscere molto bene il territorio. I colpi avvengono di notte, ma è plausibile che durante il giorno venga effettuato un sopralluogo per verificare l’eventuale presenza di fototrappole o sistemi di controllo.

Il fenomeno è seguito con attenzione da Aspromiele, l’Associazione Regionale Produttori Apistici del Piemonte, che monitora costantemente i furti di alveari. Sul proprio sito l’Associazione ha anche creato una galleria del materiale rubato, per renderlo il più riconoscibile possibile agli operatori del settore, oltre a una mappa interattiva che localizza i diversi episodi segnalati.

L’ultimo furto denunciato in provincia di Cuneo risaliva allo scorso dicembre ed era avvenuto a Pralormo, ma nel corso del 2025 la zona era già stata interessata da numerosi episodi a raffica. I casi si erano infatti registrati tra Villanova, Rocca de’ Baldi, Salmour, ma anche a Magliano Alpi, Morozzo, Sant’Albano, Margarita e nuovamente a Vicoforte, delineando un quadro preoccupante per il mondo dell’apicoltura locale.

Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter

Edicola digitale

Aggiorna le preferenze sui cookie
x