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20 Febbraio 2026 - 14:28
Maxi operazione antidroga condotta dal Nucleo Investigativo del Comando Provinciale dei Carabinieri di Savona nel territorio savonese.
Due giovani piemontesi sono finiti in manette con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, dopo essere stati fermati mentre viaggiavano a bordo di un furgone a noleggio proveniente dalla Spagna.
Il veicolo, affittato a Malaga, è stato bloccato lungo l’autostrada A6 nel tratto compreso tra Savona e Altare. L’atteggiamento agitato e sospetto dei due occupanti ha attirato l’attenzione dei militari, che hanno deciso di procedere con controlli più approfonditi, effettuando un’ispezione dettagliata del mezzo con il supporto del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia Carabinieri di Savona.
Nel vano di carico del furgone i carabinieri hanno rinvenuto diverse casse acustiche di grandi dimensioni e altro materiale destinato a eventi musicali.
Un’ulteriore verifica ha permesso di accertare che gli altoparlanti e gli altri oggetti erano stati modificati artigianalmente per ricavare doppi fondi, all’interno dei quali erano nascosti complessivamente oltre 66 chilogrammi di marijuana, suddivisa in involucri termosaldati. Secondo una prima valutazione degli investigatori, lo stupefacente avrebbe potuto generare circa 500 mila euro sul mercato illecito italiano. L’intero carico è stato sequestrato.
I due ragazzi, fratelli di 28 e 22 anni residenti in provincia di Asti, sono stati arrestati in flagranza e condotti nel carcere di Genova Marassi, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria di Savona.
Le indagini sono tuttora in corso per verificare eventuali legami con organizzazioni criminali impegnate nel traffico di droga tra Spagna e Italia.
«L’operazione rientra nei controlli antidroga effettuati dai Carabinieri del Comando Provinciale di Savona sul territorio provinciale e nel resto della Liguria, area considerata snodo strategico per i traffici internazionali, intensificati negli ultimi mesi – spiegano dall’Arma – Il procedimento si trova nella fase preliminare e i provvedimenti adottati finora non comportano alcuna responsabilità degli indagati, non essendo stata ancora emessa una decisione definitiva da parte dell’Autorità Giudiziaria».
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