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18 Marzo 2026 - 14:27
Immagine di repertorio
Si è concluso davanti al Tribunale di Cuneo il procedimento giudiziario che vedeva imputato il titolare della discoteca “Le Fonti” di Garessio. Il verdetto ha escluso responsabilità per la presunta somministrazione di alcol a un minorenne, mentre è stata riconosciuta la violazione legata al numero eccessivo di presenze nel locale: per questo motivo è stata inflitta un’ammenda di 900 euro.
L’origine della vicenda risale alla notte del 26 giugno 2022, quando Carabinieri e Guardia di Finanza, operando in borghese, avevano effettuato un controllo mirato. L’intervento era stato disposto per verificare la regolarità delle autorizzazioni e le condizioni di agibilità della struttura.
Durante l’ispezione, una parte dei militari era rimasta all’esterno per tenere sotto controllo il flusso degli ingressi, mentre altri si erano confusi tra i clienti all’interno della discoteca. Due di loro avevano preso posto al bancone, osservando per diverse ore sia l’attività del personale sia il comportamento dei giovani presenti. Secondo quanto ricostruito in aula, all’esterno veniva utilizzato un contatore per monitorare l’affluenza. La rilevazione si era fermata intorno alle 400 entrate, superando quindi il limite consentito di 300 persone. Parallelamente, gli accertamenti della Guardia di Finanza avevano evidenziato la vendita di 261 biglietti, a cui si aggiungevano circa 400 prevendite.
All’interno del locale, invece, l’attenzione degli investigatori si era concentrata sulla possibile somministrazione di alcol ai minorenni. Dopo un periodo di osservazione, era stato identificato un ragazzo di 14 anni con una bevanda alcolica appena ricevuta al bar.
Nel corso del processo sono state ascoltate anche le due bariste in servizio quella sera. Le testimoni hanno spiegato che erano stati adottati sistemi per distinguere i clienti maggiorenni dai minorenni: timbri sulle mani per questi ultimi, braccialetti per i maggiorenni e biglietti differenziati per colore. Hanno inoltre riferito di aver ricevuto indicazioni chiare dal titolare: non servire alcolici a chi non avesse compiuto 18 anni.
La difesa ha ribadito che il gestore aveva predisposto tutte le misure necessarie per evitare irregolarità, sottolineando anche la presenza di cartelli informativi e le istruzioni fornite al personale. Secondo questa linea, resta possibile che una bevanda acquistata da un adulto sia stata successivamente passata a un minorenne, senza responsabilità diretta del locale.
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