Una coppia della provincia di Cuneo, travolta da problemi di salute e dalla perdita del lavoro, è stata ammessa alla procedura di liquidazione controllata familiare dal Tribunale di Cuneo, evitando così di dover restituire oltre 150 mila euro di debiti. La notizia è stata diffusa da Legge3.it, realtà italiana che si occupa di casi legati al sovraindebitamento e all’applicazione della normativa prevista dal Codice della crisi d’impresa.
La storia
Secondo quanto reso noto, la situazione riguarda Giovanni e Raffaella (nomi di fantasia), che nel 2006 avevano acceso un mutuo da 100 mila euro per acquistare la casa. L’equilibrio economico della famiglia si era incrinato due anni dopo, con la perdita del lavoro da parte dell’uomo e la conseguente difficoltà nel sostenere le rate.
Dopo un nuovo impiego, erano arrivati ulteriori costi legati agli spostamenti quotidiani, con la necessità di accendere un finanziamento per l’acquisto di un’auto. A peggiorare il quadro, negli anni successivi, sono stati soprattutto i problemi di salute: Giovanni è stato colpito da infarto e ischemia con invalidità riconosciuta al 67%, mentre anche la moglie ha sviluppato patologie cardiache con una riduzione della capacità lavorativa e invalidità al 60%.
La riduzione del reddito familiare ha reso impossibile sostenere mutuo, prestiti e cessioni del quinto, fino a raggiungere un’esposizione complessiva di 155.190 euro.
La liquidazione controllata familiare
Il giudice del Tribunale di Cuneo, valutata la situazione e la natura non colposa dell’indebitamento, ha disposto l’apertura della procedura di liquidazione controllata familiare, stabilendo una soglia di reddito necessaria per garantire alla coppia un’esistenza dignitosa.
Per tre anni Giovanni e Raffaella dovranno mettere a disposizione dei creditori solo la parte di reddito eccedente tale soglia, mentre al termine del periodo la parte di debito non pagata verrà cancellata attraverso il meccanismo dell’esdebitazione previsto dalla normativa.
La legge sul sovraindebitamento
La vicenda rappresenta uno dei casi concreti di applicazione della normativa pensata per le persone che si trovano in difficoltà economica per cause indipendenti dalla propria volontà, come malattia o perdita del lavoro. La decisione del Tribunale consente alla coppia di rientrare gradualmente dai debiti senza perdere i mezzi necessari per vivere, riportando una situazione ormai fuori controllo entro limiti considerati sostenibili dalla legge.