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Due esponenti della criminalità organizzata, scoperti con il cellulare in cella

Doppio intervento a Saluzzo nel giro di poche ore: prima era stat camuffato un dispositivo nel panino

Polizia Penitenziaria

Foto d'archivio

Non detenuti semplici, ma figure legate alla criminalità organizzata. È questo il contesto in cui si inserisce l'operazione della Polizia Penitenziaria all’interno del carcere “Morandi” di Saluzzo, dove nel giro di poche ore sono stati sequestrati telefoni cellulari e anche sventato un nuovo tentativo di introduzione illecita.

Cellulari in cella

Il primo episodio risale alla serata di sabato, intorno alle 20, quando gli agenti hanno individuato e sequestrato due telefoni nella quinta sezione dell’istituto. I dispositivi non erano in mani qualsiasi: uno era utilizzato da un broker del narcotraffico internazionale, già condannato per importazioni di droga destinate alla camorra; l’altro era nella disponibilità di un affiliato, considerato braccio operativo di un clan attivo a Napoli.

Un’operazione delicata, che conferma come anche all’interno degli istituti penitenziari si giochino partite cruciali nella lotta alla criminalità organizzata.

Il trucco del panino: sventato un nuovo tentativo

Ma non è tutto. Nella giornata precedente, intorno alle 13, un altro intervento ha evitato l’ingresso di un ulteriore telefono cellulare. Un operatore esterno ha tentato di introdurre il dispositivo — completo di cavetto USB — nascondendolo all’interno di un panino.

Il piano è stato scoperto grazie ai controlli in portineria: immediata la reazione del personale, che ha bloccato il tentativo prima che il telefono potesse finire nelle sezioni detentive.

L’allarme del sindacato OSAPP

A commentare gli episodi è il segretario generale dell’OSAPP, Leo Beneduci, che sottolinea il lavoro degli agenti ma lancia anche un avvertimento:

“Le carceri rischiano di trasformarsi in veri e propri colabrodo, con la proliferazione di call center illegali. Serve un intervento immediato prima che la situazione sfugga di mano”.

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