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Condannato per omicidio, il gioielliere rilancia la sua raccolta fondi: «Aiutatemi»

Il video di Mario Roggero sui social con moglie e figlia

Condannato per omicidio, il gioielliere rilancia la sua raccolta fondi: «Aiutatemi»

«Grazie di cuore a chiunque vorrà aiutarmi». Con un appello e poi un video sui social, Mario Roggero, il gioielliere di Grinzane Cavour che è stato condannato in primo grado e in appello per il duplice omicidio dei rapinatori che avevano assaltato la sua gioielleria, rilancia la raccolta fondi con cui chiede di sostenerlo economicamente.

Nel video si mostra con la moglie Mariangela e una delle figlie, Laura, e dice: «In quel giorno sono morte anche loro, sono morte dentro: sono morte le loro speranze di vita. Mia moglie avrebbe voluto andare in pensione, e non può. Le mie figlie avrebbero voluto prendere le redini della gioielleria: una di loro si è spaventata così tanto che non vuole più mettere piede in negozio, l'altra viene ancora per necessità».

La condanna in appello

Lo scorso dicembre la Corte d’Assise d’Appello aveva confermato la responsabilità dell’imputato, rideterminando la pena in 14 anni e 9 mesi, leggermente inferiore rispetto ai 17 anni inflitti in primo grado ad Asti. «Non hanno avuto coraggio», aveva detto Roggero ai giornalisti commentando la sentenza. «È stata legittima difesa. Se il rapinatore non avesse alzato l’arma non avrei sparato. Le vere vittime siamo noi».

I fatti: la rapina e gli spari

La vicenda risale alla sera del 28 aprile 2021, nella frazione Gallo di Grinzane Cavour. All’arrivo dei Carabinieri, la scena appariva surreale: i corpi dei due rapinatori erano a terra, in strada, mentre attorno si radunava una folla incredula.

A chiamare il 112 era stato lo stesso Roggero: «Ho sparato dentro al negozio». Ma le indagini hanno accertato che i quattro colpi furono esplosi all’esterno, contro l’auto dei malviventi mentre si stavano già allontanando.

Perché è stata esclusa la legittima difesa

Nelle motivazioni della sentenza d’appello, i giudici sono stati netti basandosi su due motivazioni principali. L’azione dei rapinatori era già conclusa e Roggero era consapevole del fatto che stessero fuggendo Per questo motivo è stata esclusa sia la legittima difesa sia l’eccesso colposo non punibile.

Oggi la vicenda è arrivata al terzo grado di giudizio, la Corte di Cassazione.

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