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14 Aprile 2026 - 17:47
Cippo in memoria di Gex (foto del 2020)
A quasi sessant’anni dalla tragedia, il mistero sulla morte di Corrado Gex potrebbe arrivare a una svolta. La Procura di Cuneo parla di una “consulenza definitiva” per fare luce sul disastro aereo del 1966 in cui persero la vita otto persone.
A guidare l’analisi è Cristina Cattaneo, anatomopatologa di fama internazionale già protagonista di importanti casi di cronaca, tra cui la super perizia sul delitto di Garlasco. L'incarico che punta a chiarire cosa accadde davvero quel 25 aprile.
Nei giorni scorsi i resti di Gex sono stati riportati in Valle d’Aosta, dopo l’esumazione disposta nel 2021 dalla Procura. Un passaggio fondamentale per consentire esami scientifici oggi possibili ma impensabili all’epoca dell’incidente.
Nel 1966 una commissione d’inchiesta aveva attribuito la tragedia a un errore umano del pilota.
Il 34enne Gex, pilota esperto e figura politica emergente dell’Union Valdôtaine, era ai comandi di un Pilatus Porter partito da Le Castellet, in Francia.
Dopo una sosta ad Albenga, il velivolo si avvicinava a Castelnuovo di Ceva quando le condizioni meteo peggiorarono rapidamente. Nuvole basse e visibilità ridotta costrinsero l’aereo a volare a bassa quota: pochi istanti dopo, l’impatto contro gli alberi e lo schianto su una collina. Nessun sopravvissuto.

Fin da subito, però, emersero dubbi. Igino Melotti, amico di Gex, ha sempre sostenuto una pista alternativa: quella dell’attentato. Le ipotesi avanzate nel tempo sono inquietanti: dall’avvelenamento con gas nervino fino a una possibile esplosione a bordo. Teorie mai confermate, ma che hanno spinto la Procura di Cuneo a riaprire il caso nel 2020, acquisendo nuovi elementi e avviando approfondimenti tecnologicamente avanzati.
Gli investigatori hanno esaminato anche parti dell’aereo, tra cui il timone di coda, recuperato e consegnato agli inquirenti. Sono stati ascoltati testimoni, familiari e persone legate alla vicenda. Alcuni risultati sarebbero già emersi, ma restano coperti da segreto istruttorio. L’ultima indagine, prima di questa, si era chiusa senza esito nel 2012.
Il ritorno della salma nel cimitero di Arvier è stato accompagnato dai rappresentanti dell’Union Valdôtaine, che hanno ringraziato la magistratura per il lavoro svolto “con rigore”.
Il prossimo 25 aprile segnerà i sessant’anni esatti dalla tragedia. Un anniversario che potrebbe coincidere con la fine di uno dei misteri più longevi della cronaca del Nord Italia. A Corrado Gex, oggi, è dedicato anche l’aeroporto di Aosta e una piazza a Castelnuovo di Ceva, dove una lapide ricorda lui e le altre vittime.
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