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05 Novembre 2025 - 06:18
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Il sistema di allarme c’è, ma (a volte) non si usa. Vuoi per una dimenticanza, vuoi per una, anche comprensibile, sottovalutazione del rischio. D’altronde, come emerso anche dal recente report de Il “Sole 24 Ore”, Cuneo è una delle province più sicure d’Italia: al 98° posto su 110 nell’indice di criminalità redatto in base alle denunce per numero di abitanti.
Per quanto riguarda i furti, nel 2024 si sono registrate 4.680 querele totali in Granda e la provincia scala leggermente nell’indice, all’84° posto. L’ultima ondata nel Monregalese è avvenuta in questi giorni, in uno dei periodi dell’anno storicamente più soggetti. Proprio a questo riguardo, la raccomandazione delle Forze dell’ordine è di inserire sempre l’allarme, laddove installato, nel momento in cui si esce di casa.
I ladri hanno colpito alcune case a Niella (frazione San Teobaldo e centro abitato) e aree di campagna a Mondovì e Briaglia tra mercoledì e giovedì scorso. Poi segnalazioni anche a Villanova domenica (zona via Frabosa) e Vicoforte (furto ai Collarei nella serata di martedì).
Si invita anche ad adottare altre precauzioni che possono sembrare banali, ma da non sottovalutare, come ad esempio non lasciare le chiavi dell’auto all’interno del mezzo o troppo in vista, oltre a segnalare tempestivamente eventuali movimenti sospetti. Su quanto accaduto di recente, i Carabinieri stanno portando avanti le indagini, anche con l'ausilio delle videocamere di sorveglianza.
Nel 2024, si stima che il 46,6% degli italiani abbia installato un sistema di allarme in casa. Inoltre, quasi l'89% degli italiani possiede almeno un dispositivo di sicurezza domestica, che può includere sistemi di allarme, porta blindata, videocitofono e altri dispositivi, ma il sistema di allarme specifico è presente nel 46,6% delle abitazioni. La sicurezza domestica rimane una preoccupazione elevata, con molti interessati a sistemi di allarme personalizzati e tecnologici per proteggere la propria abitazione.
I numeri fanno riferimento al "IV Rapporto dell'Osservatorio Censis-Verisure" sulla sicurezza della casa, realizzato con il contributo del Servizio analisi criminale del Ministero dell'Interno.
Statistiche alla mano, i delitti denunciati alle autorità giudiziarie dalle forze di Polizia in tutta Italia mostrano una tendenza in crescita: nel 2024 sono stati registrati 2,38 milioni di reati, con un aumento dell’1,7% rispetto al 2023 e del 3,4% rispetto al 2019. Una risalita che conferma il graduale ritorno ai livelli pre-pandemia, quando il confinamento e la riduzione degli spostamenti avevano temporaneamente fatto calare la criminalità. Tuttavia, il quadro generale resta ben distante da quello di dieci anni fa: rispetto al 2014, i reati sono infatti diminuiti del 15%, segno che il Paese ha comunque compiuto passi avanti sul fronte della sicurezza.
A trainare l’aumento più recente è soprattutto la micro-criminalità di strada: furti, borseggi, danneggiamenti e piccoli episodi di violenza che incidono sulla percezione quotidiana di insicurezza, anche se non sempre si traducono in reati gravi.
Se si sposta lo sguardo sulla provincia di Cuneo, il panorama cambia in modo significativo. Qui, molti indicatori criminali sono in calo, a conferma di un territorio generalmente più tranquillo rispetto alla media nazionale. I furti si fermano a 4.680 denunce, in diminuzione, e lo stesso vale per i danneggiamenti, che totalizzano 2.145 casi.
L’unica nota stonata arriva dal fronte digitale: le truffe e le frodi informatiche continuano a crescere, con 2.656 episodi denunciati. Un dato che colloca la “Granda” tra le prime 50 province italiane più esposte a questo tipo di reati. È lo specchio di una tendenza nazionale, dove la criminalità si sposta sempre più spesso dal marciapiede allo schermo, sfruttando l’affermazione dell’e-commerce e delle transazioni online.
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