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27 Novembre 2025 - 09:40
La sala consigliare, ma anche il corridoio e l’ingresso di Palazzo di Città gremito di persone molte anche provenienti dal vicino Piemonte per assistere al Consiglio comunale di ieri sera, mercoledì 26 novembre, a Cairo Montenotte. Il primo punto all’ordine del giorno, infatti, trattava di un punto estremamente sentito e attuale: la posizione del sindaco, richiesta dai gruppi di opposizione, in merito all’eventualità di insediare l’impianto sul territorio.
«Provo a chiarire, ancora una volta, la posizione dell’Amministrazione Comunale di Cairo in merito alla possibilità di realizzare un termovalorizzatore nel nostro comune - ha esordito il sindaco Paolo Lambertini - Con la situazione ambientale oggi presente nel nostro Comune non c’è alcuna possibilità di accettare la realizzazione di alcun impianto chimico sul territorio comunale. Per cui oggi il NO alla possibile realizzazione del termovalorizzatore è fermo. Una decisione (sia per il no che per il si) deve essere fondata e motivata, non può valere il “no perché no”. Come indicato a febbraio, il nostro NO non è dettato da posizioni ideologiche ma da concrete proposte di uno sviluppo sostenibile. Le scelte politiche del passato da un lato hanno portato in valle aziende chimiche di vario genere e dall’altro hanno subito passivamente le conseguenze ambientali dell’attività di cokeria senza intervenire in alcun modo per mitigare questa situazione, generando così la situazione attuale che non è assolutamente in grado di supportare ulteriori insediamenti industriali di questo tipo. Pertanto oggi il progetto del termovalorizzatore in Valbormida non può essere accolto».

«Dovere degli amministratori è anche quello di informarsi e conoscere che cosa comporterebbe un termovalorizzatore sul territorio; per questo è stato istituito un tavolo di lavoro che ha questa finalità, ascoltando voci autorevoli di esperti di Enti e Associazioni riconosciuti a livello nazionale e non solo. Il tavolo di lavoro ha incontrato anche le associazioni di categoria e gli ambientalisti per confrontarsi su pro e contro per questo tema - ha proseguito il primo cittadino cairese -. Potrei fermarmi qui ma credo sia giusto e opportuno essere più analitico rispetto all’argomento in oggetto. La nostra Amministrazione fino dal primo giorno di mandato ha preso di punta la situazione ambientale e con un percorso lungo e faticoso è arrivata a identificare in modo certo l’origine degli agenti inquinanti, in particolare a riguardo delle attività della cokeria, e a definire, in collaborazione con altri enti preposti, un percorso di monitoraggi, controlli e azioni di mitigazioni in grado di fornire all’azienda indicazioni puntuali e tempestive sulle misure da adottare al fine di ridurre l’impatto ambientale. La situazione della qualità dell’aria, pur in miglioramento, non è risolta e non è ad oggi accettabile, perciò continueremo a essere attenti e attivi, con l’obiettivo di riportarla alla normalità (cioè entro i limiti fissati dalle normative attuali). Tutto questo percorso lo abbiamo fatto da soli: nessun politico, nessuna associazione ambientalista (a parte l’associazione Progetto Vita e Ambiente), nessun volantino distribuito per ogni dove. Non ci pare un atteggiamento coerente: salvaguardare l’ambiente non dovrebbe valere sempre? Non è tutto. Chi oggi siede nei banchi della minoranza e si erge a paladino dell’ambiente promuovendo, tra l’altro, un no deciso al termovalorizzatore, ha approvato e sostenuto in passato la realizzazione di più impianti chimici sul territorio comunale».

Sulla questione termovalorizzatore il sindaco Lambertini ha inoltre rimarcato come: «Dire “no perché no” non è un atteggiamento corretto. Non lo è mai e a maggior ragione da parte di chi è chiamato ad amministrare. La nostra posizione per il NO è dettata dalle motivazioni già pienamente indicate in merito alla situazione ambientale del nostro territorio. Siamo anche responsabilmente interessati a capire tutti gli elementi (pro e contro) da enti/associazioni che abbiano autorità, autorevolezza, competenza ed esperienza in merito. Il tavolo tecnico è supportato dall’Istituto Superiore di Sanità e da Legambiente, per ricevere tutte le informazioni necessarie (sia gli aspetti positivi che le criticità). Lo stesso tavolo ha contattato le associazioni ambientaliste locali note e meno note (anche quelle piemontesi) e le associazioni di categoria. Ci sono partiti che in Liguria dicono “No perché no” ma nelle regioni dove governano hanno realizzato e stanno realizzando molti impianti di termovalorizzazione, in Italia ci sono 36 impianti e 450 in Europa, che contribuiscono a una migliore raccolta differenziata e chiudono il ciclo dei rifiuti senza creare particolari problemi ambientali (non più di altre attività industriali). Valutare i pro e i contro di questa scelta è un dovere e il NO di oggi dovrà continuamente essere motivato seriamente».

«Oggi è NO perché la situazione ambientale non consente la realizzazione di nessun impianto chimico nel comune di Cairo - ha concluso il primo cittadino -. Il percorso di valutazione non finisce oggi ma andrà avanti al fine di generare una corretta idea di che cosa voglia dire un termovalorizzatore sul territorio con valutazioni di tipo ambientale, infrastrutturale ed economico, attraverso l’analisi di una proposta di accordo di programma con Regione Liguria. Non abbiamo fretta di decidere anche perché, ripeto, oggi, per questioni ambientali, non siamo nelle condizioni di intavolare alcuna discussione; pertanto, nel caso in cui, come ventilato, di dovesse arrivare a una scelta entro la fine dell’anno o i primi mesi del 2026, la nostra decisione sarà NO. Sarà comunque la maggioranza dei Sindaci della Valle a prendere una decisione finale».
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