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Compra il miele AIFO e dai una mano per combattere la lebbra: ecco le date nelle parrocchie

I nuovi appuntamenti del mese di febbraio

Compra il miele AIFO e dai una mano per combattere la lebbra: ecco le date nelle parrocchie

AIFO

Torna sul territorio il “miele della solidarietà”, l’iniziativa promossa da AIFO – Associazione italiana Amici di Raoul Follereau a sostegno dei malati di lebbra. In occasione della Giornata mondiale dei malati di lebbra, celebrata ogni anno nell’ultima domenica di gennaio, i volontari Aifo saranno presenti nelle parrocchie con una serie di appuntamenti che proseguiranno fino all’inizio di marzo.

Le prossime date sul territorio

Il calendario delle iniziative prevede:

  • Sabato 14 febbraio: Prunetto, Camerana e Cengio Santa Barbara

  • Domenica 15 febbraio: Monesiglio, Saliceto, Cengio e Plodio

  • Sabato 21 febbraio: Villanova

  • Domenica 22 febbraio: Roccaforte, Alma di Frabosa, Villanova e Vicoforte

  • Domenica 1 marzo: Carrù

  • Sabato 7 marzo: San Giovanni dei Govoni, Magliano Carmine

  • Domenica 8 marzo: Gratteria, Magliano Natività

In ciascuna di queste giornate sarà possibile incontrare i volontari e contribuire alla campagna attraverso l’acquisto del miele solidale.

Perché Aifo e perché il miele solidale

L’Associazione italiana Amici di Raoul Follereau è da oltre sessant’anni in prima linea nella lotta contro la lebbra. L’impegno dell’associazione si concentra sulla diagnosi precoce, sulla cura e sulla riabilitazione delle persone colpite nei Paesi dove la malattia è ancora diffusa, come India, Brasile e Mozambico, ma anche sulla sensibilizzazione dell’opinione pubblica.

La lebbra non è ancora scomparsa: nel 2023 nel mondo sono stati diagnosticati circa 183 mila nuovi casi, con una forte incidenza in Africa, nelle Americhe e nel Sud-Est asiatico. Oltre 10 mila riguardano bambini sotto i 15 anni e quasi 9.700 sono casi arrivati tardi alla diagnosi, spesso già con disabilità importanti.

L’impegno dei “Tre Zeri”

Dal 1961 Aifo porta avanti la sua azione seguendo l’approccio dei “Tre Zeri”: zero trasmissione della malattia, zero disabilità attraverso interventi tempestivi e zero discriminazione, per combattere lo stigma che ancora colpisce chi ne è affetto.

«Oggi la lebbra si può curare – spiegano dall’associazione – ma serve un impegno continuo e condiviso per garantire cure, diritti e dignità a tutte le persone colpite».

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