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L’habitat del Picchio Nero compromesso dai tagli indiscriminati

La denuncia di Wilderness: «Nella riserva dell’Adelasia abbattuti alberi per la mera produzione di legname»

L’habitat del Picchio Nero compromesso dai tagli indiscriminati

L’Associazione italiana Wilderness segnala per l'ennesima volta interventi forestali illegittimi nella Riserva Naturale Regionale dell’Adelasia, nel Comune di Cairo Montenotte.

«In località collina dell'Uomo Morto sono in atto tagli di dubbia legittimità ai fini della preservazione di habitat forestali e di tutela della fauna e loro habitat di vita - spiega Franco Zunino Segretario Generale AIW -. Tanto più che si sta operando in Zona Speciale di Conservazione dove, per quanto noto, non si dovrebbero abbattere alberi deperenti o addirittura tronconi morti, ma in piedi, in quanto habitat primario sia per il Picchio nero (è presente una cospicua popolazione: il canto, i battiti ed i richiami sono una costante, nonché l'osservazione) sia per tutta la fauna forestale, specie se in presenza evidente e notevole sia di fori per la nidificazione sia scalpellature per la ricerca del cibo. Eppure nell’Adelasia, non solo è stata allargata una pista forestale, ma sono stati abbattuti in particolare proprio questi alberi, che evidentemente fanno gola a chi ne smercia il legname per la produzione di legna per riscaldamento e/o per la sua trasformazione in cippato

«Resta difficile credere che tale operazione, come già altre in diversi luoghi della Riserva, possano rientrare nella gestione di una Riserva Naturale e di una Zona Speciale di Conservazione, tanto più oggi alla luce della politica governativa, sia europea che nazionale, per il cosiddetto recupero di habitat - sottolinea Zunino -. Qui siamo in presenza di habitat che già esistono e che si stanno invece depauperando per meri interessi economici! E per di più, e lo ribadiamo per l'ennesima volta, in un'area forestale che fu integralmente conservata per circa 30 anni da una società privata per fini naturalistici, e che, acquistata dalla pubblica proprietà, viene sfruttata come fosse una miniera d'oro forestale (quale è!)».

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