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«Caserma dei Carabinieri di Cengio: la soluzione è realizzarne una nuova»

Il sindaco Dotta replica al Pd e rivendica il progetto nell’ex scuola “Colombardo”

«Caserma dei Carabinieri di Cengio: la soluzione è realizzarne una nuova»

Dopo le critiche mosse del locale Circolo del Pd in merito alla posizione dell’Amministrazione comunale riguardo lo “sfratto dei Carabinieri” dall’attuale caserma, il sindaco Francesco Dotta chiarisce la posizione della Maggioranza. «Vorrei rassicurare immediatamente i componenti del PD: l'Amministrazione comunale è estremamente sensibile e attenta a tale problematica avendola per prima evidenziata - ribadisce il Primo cittadino -. Dall'inizio della vicenda ad oggi l'interesse è sempre stato costante e propositivo.

Perdere il presidio dei Carabinieri è una eventualità che non accettiamo e non accetteremo mai in maniera passiva, sarebbe una offesa, una mancanza di rispetto ingiustificata nei confronti della nostra comunità».

«Fatte queste scontate e doverose premesse credo sia opportuno valutare se la scelta di realizzare una nuova e moderna caserma sia un capriccio di una amministrazione irresponsabile e incapace o se derivi da esigenze concrete legate a problematiche logistiche, strutturali e di sicurezza reali - prosegue il sindaco -. Dopo una analisi attenta, ponderata e condivisa con tutti gli attori interessati alla vicenda credo di potere affermare che la scelta di realizzare una nuova caserma sia la soluzione più ragionevole e risolutiva. Certamente i problemi reali esistono, ne siamo assolutamente consapevoli e sono legati alla concessione di un finanziamento da parte della Regione e in maniera significativa anche dal fattore tempo che al momento risulta essere determinante e tiranno. Senza tante giri di parole questa è la nostra posizione».

«Sommessamente, senza nessuna vena polemica ma solamente per onore di verità, faccio presente ai componenti del PD locale che è molto più semplice e comodo comporre un articolo da inviare alla stampa locale prescrivendo pillole di saggezza e ricette senza peraltro conoscere a fondo la malattia da curare, anziché cercare di risolvere concretamente il problema come altri stanno facendo da tempo. Classico esempio di contrapposizione che non propone per il bene della comunità di appartenenza ma è finalizzata esclusivamente allo scopo di osteggiare a prescindere l'ipotetico avversario e di apparire conclude Dotta -. Come già chiesto in altre occasioni Vi richiedo: ma il PD locale da chi è rappresentato? Ha un nome e un cognome o continua ad essere un perfetto sconosciuto? Chi si ritiene in dovere di criticare pubblicamente l'operato di altri dovrebbe avere almeno il coraggio di qualificarsi

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