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12 Gennaio 2026 - 17:06
Che il tema fosse "caldo", era ovvio. Oggi si è riunita la Commissione Bilancio della Regione Piemonte, per affrontare il tema più pesante di tutti: le risorse per la sanità. Un capitolo che vale quasi il 70% del bilancio regionale.
L'assessore Federico Riboldi ha messo le mani avanti: «Abbiamo adottato un approccio prudente - ha detto -, perché quando abbiamo predisposto il bilancio previsionale non era ancora disponibile il riparto del Fondo sanitario nazionale». E le opposizioni sono insorte: «Come si fa a discuterne, se non c'è chiarezza sulle risorse e sui conti?».
Riboldi: «Abbiamo adottato un approccio prudente ma concreto, prendendo come base il riparto 2025. Per il 2026 la legge di bilancio dello Stato prevede consistenti maggiori risorse per la sanità, per cui ci sono significativi margini di miglioramento: quando sarà definito il riparto tra le Regioni presenteremo un maxi-emendamento di Giunta per aggiornare il bilancio regionale». E aggiunge: «A partire dal 2026, con la conclusione dei finanziamenti derivanti dal Pnrr, il sistema sanitario regionale entra in una nuova fase, caratterizzata dalla progressiva stabilizzazione delle politiche avviate. Non ci sono nuove assegnazioni di fondi legati al Piano, mentre si è tenuto conto della possibile applicazione di avanzi vincolati, derivanti da risorse già assegnate e non integralmente utilizzate, per garantire la continuità dei servizi territoriali senza generare aspettative non sostenibili». In tema di investimenti, è stato fatto il punto sull’attuazione del piano Arcuri per la realizzazione di posti letto in terapia intensiva e subintensiva: ad oggi sono stati realizzati 193 nuovi posti letto in intensiva sui 299 previsti, 232 su 305 di subintensiva, e sono stati adeguati 23 Pronti soccorso su 35 con percorsi separati per pazienti affetti da Covid. Nel 2025 si è anche conclusa la progettazione e l’iter di autorizzazione per realizzare 3 dei 7 nuovi ospedali che saranno finanziati con fondi Inail: Torino nord, Cambiano e Savigliano.
«È previsto il rafforzamento della rete ospedaliera - affermano dalla Regione -, con interventi per incrementare appunto i posti letto di terapia intensiva, potenziare le tecnologie elettromedicali ospedaliere, migliorare i percorsi di presa in carico e gestione dei pazienti ospedalieri, ottimare l’organizzazione delle acuzie complesse. Uno spazio importante è dedicato agli interventi di prevenzione e sanità pubblica, dall’attuazione dei piani vaccinali e di prevenzione alle attività in materia di sicurezza alimentare, sanità animale e produzioni zootecniche, oltre alle politiche di tutela della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro».
Dai banchi delle opposizioni, tutti i gruppi reagiscono male. Con una nota scritta corale, Gianna Pentenero (PD), Sarah Disabato (5 Stelle), Alice Ravinale (AVS) e Vittoria Nallo (Stati Uniti d’Europa), attaccano: «La discussione del bilancio regionale in Commissione sembra ormai il teatro dell’assurdo. Il quadro fatto dall’assessore è, ad essere benevole, fumoso. Sappiamo che, per evitare il collasso, la Sanità piemontese ha bisogno di un corposo investimento a copertura delle perdite pregresse: ma continuiamo a non avere dati certi né sulla cifra di cui c’è bisogno né su quali risorse verranno impegnate, né come né quando. Ricordiamo che a luglio in Consiglio Regionale l’assessore Riboldi aveva detto che il disavanzo della Sanità era stato stimato in 268 milioni di euro e che quelle risorse sarebbero state trovate all’interno del bilancio regionale. La stima per stessa ammissione dell’assessorato questa mattina in Commissione è ferma al terzo trimestre 2025: vuol dire quindi che manca un’individuazione chiara del fabbisogno per coprire il disavanzo della sanità. Quanto alla provenienza delle risorse e al provvedimento con cui verranno impegnate, la confusione è massima: gli assessori Tronzano e Riboldi continuano a dirci tutto e il contrario di tutto, mentre si attende ancora il riparto delle risorse del fondo sanitario nazionale. Ad oggi, l’unico dato chiaro è che lo stanziamento già previsto nel bilancio di previsione è per il ripianamento delle perdite pregresse è di 65 milioni di euro: meno di un quarto della cifra che servirebbe, stando alle stime fornite che comunque non sono aggiornate. È evidente che senza chiarezza su questo punto tutto il resto perde di significato: inutile discutere di edilizia sanitaria o di piani della prevenzione o di salute mentale e non autosufficienza se non c’è certezza sulla tenuta complessiva del sistema sanitario piemontese. Chiederemo di rinviare la discussione generale fino a quando non sarà fatta chiarezza sull’effettivo stato dei conti della sanità piemontese».
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