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Guerra all'Iran: vescovi USA critici contro Trump

Sondaggi in calo e le critiche del Congresso, ma il tycoon tira dritto

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foto AGENSIR

C'è forte preoccupazione nel mondo cattolico USA per l'attacco all'Iran. In una dichiarazione del 1° marzo, l’arcivescovo Paul S. Coakley di Oklahoma City, presidente della Conferenza episcopale degli Stati Uniti, ha avvertito che “il crescente conflitto rischia di degenerare in una guerra regionale più ampia”.

Richiamando l’appello di Papa Leone XIII all’Angelus, Coakley ha evocato la “possibilità di una tragedia di proporzioni immense”. «I miei fratelli vescovi e io uniamo la nostra voce a quella del Santo Padre – ha affermato – e rivolgiamo un sentito appello a tutte le parti coinvolte affinché la diplomazia riacquisti il suo ruolo appropriato». Citando le parole del Papa, ha chiesto di «porre fine alla spirale di violenza e tornare a un impegno diplomatico multilaterale che miri al benessere dei popoli, che anelano a un’esistenza pacifica fondata sulla giustizia». Tutte le nazioni e gli organismi internazionali, ha sottolineato, devono compiere ogni sforzo per prevenire un’ulteriore escalation.

Stando ai recenti sondaggi, riferisce l'agenzia AGENSIR, appena un americano su quattro approva l’attacco all’Iran – né i tentativi del Congresso di limitarne i poteri di guerra. Ma ancora ieri Donald Trump, è stato netto: l’operazione militare “Epic Fury”, che ha portato all’uccisione della Guida Suprema iraniana Ali Khamenei e di oltre quaranta funzionari governativi, proseguirà “finché necessario”.

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