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Elezioni: le Provinciali 2026 saranno il “banco di prova” per Mondovì 2027?

Robaldo lancia il “Patto civico per la Granda”: ora si muovono le fila

Elezioni: le Provinciali 2026 saranno il “banco di prova” per Mondovì 2027?

«A Mondovì abbiamo aperto una strada». Luca Robaldo commenta così il suo tassello politico: che un anno fa era stato lanciato come progetto e che in questi giorni ha preso “ufficialmente” forma, ovvero il “Patto civico per la Granda”.

Ed è la prima carta che viene calata su un tavolo che ha almeno due scenari: le elezioni provinciali di fine 2026 e le elezioni comunali del prossimo anno. Le prime saranno, forse letteralmente, il solco su cui si tracceranno le alleanze per la prossima tornata amministrativa in città.

Il 28 marzo verrà presentata la nuova Associazione politica “Patto civico per la Granda”. Le parole per descriverlo sono state affidate al coordinatore Angelo Pettavino: «Una piattaforma nella quale possano riconoscersi le persone che hanno a cuore lo sviluppo della comunità provinciale al di là delle appartenenze politiche e degli steccati ideologici». E in molti lo chiamano, letteralmente, “il partito di Robaldo”. È così? «Non è un partito – risponde il sindaco di Mondovì e presidente della Provincia –, è un soggetto che non si pone in contrapposizione ai partiti».

Cosa succede adesso? Diamo uno sguardo allo scenario, partendo dal… passato.

Nel 2022 Robaldo, dopo aver vinto le elezioni a Mondovì col Patto civico contro le due coalizioni, Centrodestra e Centrosinistra, si è candidato presidente della Provincia contro il candidato di Centrodestra Roberto Dalmazzo. Ma l’asse col Centrosinistra si è spaccato e, dal 2024, il Consiglio provinciale è diviso in tre parti uguali: 4 consiglieri al Centrodestra, 4 al Centrosinistra e 4 al Patto civico.

Le prossime elezioni provinciali si svolgeranno nell’autunno 2026 – verosimilmente, a ottobre o novembre: il mandato scade a fine settembre e vanno convocate entro i tre mesi successivi. C’è chi dice che Robaldo vorrebbe arrivare a una sua ricandidatura “di equilibrio” sostenuta da entrambe le fazioni di partito.

E l’ufficializzazione del “Patto civico per la Granda” oggi può anche essere vista in questo senso. Robaldo: «A Mondovì il Patto civico è al governo dal 2017: quanto è avvenuto qui ha aperto una strada. Una via “a completamento” dell’offerta politica dei partiti. All’interno del Patto Civico ci sono le più svariate sensibilità e sono certo che si esprimeranno nelle elezioni politiche così come avvenne per le Regionali e le Europee. E, sinceramente, sono proprio queste differenze ad aiutarci in questo cammino. Forse, in una fase come quella che stiamo attraversando, una lista civica può anche essere una risposta all’astensionismo».

Ma questo scenario… ai partiti sta bene? Dipende. «Attualmente, Robaldo governa in Provincia col sostegno del Centrodestra – ricorda Paolo Bongiovanni, assessore regionale FDI – e nel 2024 ha appoggiato il Centrodestra con la Lista Cirio. Per noi non c’è nessun problema a continuare con questo schema». Ma poi aggiunge: «In questo caso, però, non si può pensare che Mondovì “stia fuori” da questo scenario: se Robaldo sta nel Centrodestra a Torino e viene appoggiato dal Centrodestra a Cuneo… poi non si può essere avversari a Mondovì. Nel 2027 si voterà a Cuneo, Savigliano e Mondovì: le elezioni provinciali del 2026 fanno parte di questo schema quadrangolare».

Da sinistra parla Davide Sannazzaro, segretario provinciale PD: «Prendiamo atto della nascita del “Patto civico per la Granda” che va a formalizzare un percorso che era già esistente… di cui vediamo una serie di contraddizioni, perché Robaldo da una parte fa il civico e dall’altra sta col Centrodestra. Non dimentichiamoci che è nato anche un altro soggetto: “Rete civica”, un’alternativa non partitica che guarda a sinistra, a quelle forze che non si riconoscono né nel Patto civico né nel Centrodestra. Che succederà? Stiamo facendo delle riflessioni».

A Mondovì non si vedono – almeno per il momento – “astri nascenti” per le prossime Elezioni comunali, né a destra né a sinistra (anche se si rumoreggia sulle prime ipotesi, nell’ala dell’estrema sinistra).

Nella precedente tornata, il sindaco Paolo Adriano sciolse le riserve annunciando la sua non ricandidatura solamente alla fine del 2021. E a questo punto è sempre più probabile che Robaldo veda come data-cardine quella delle Elezioni provinciali. Oggi, il sindaco risponde solo: «Deciderà la coalizione».

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