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20 Marzo 2026 - 08:29
Con lui, c'era la "Lega Nord". Non la Lega di oggi, quella salviniana, ma quella federalista e "secessionista". Quella che chiedeva l'indipendenza del Nord e della "Padania". Quello dei riti dell'ampolla con l'acqua del Po a Pian del re, l'uomo che non ha fondato solo un partito ma un movimento ideologico. Il mondo della politica dice addio a Umberto Bossi: è scomparso ieri, malato da molto tempo. Aveva 84 anni.
Nel 1989 Bossi fondò il partito riunendo, sotto un'unica bandiera - quella del "guerriero di Legnano", spesso erroneamente associato ad Alberto da Giussano - riunendo Lega Lombarda, Liga Veneta, Piemònt Autonomista, l'Union Ligure, la Lega Emiliano-Romagnola e l'Alleanza Toscana.
Gli dice addio sui social il senatore Giorgio Maria Bergesio, con una foto e la scritta: «Buon viaggio»
Il deputato leghista Flavio Gastaldi: «Ci sono momenti in cui non bisogna vergognarsi di piangere. Questa è una di quelle. È una serata profondamente triste per me. In questa foto avevo 17 anni e già due anni di militanza alle spalle: era la mia prima foto con "il Capo". Ero, e sono, orgoglioso di essere immortalato vicino a un pezzo di Storia. Vicino all'uomo che ha regalato un sogno a migliaia di persone, l'unico che ha saputo dare davvero voce alle istanze del Nord contro lo Stato centralista. Bossi era così: irruento, diretto, di cuore. Un leader che sapeva parlare al suo popolo per ore, tenendo accesa la fiamma del progetto federalista. Se ho iniziato ad appassionarmi alla politica, fino a farla diventare parte integrante della mia vita, lo devo soprattutto a lui. Un uomo con molti pregi e altrettanti difetti e proprio per questo unico nel panorama politico. Mi ha conquistato da subito. Grazie alla sua visione ho potuto far avvicinare tante altre persone (in particolar modo i giovani di cui avevo la responsabilità) al grande sogno di uno Stato Federale. Oggi perdo il padre di quel movimento in cui milito da 20 anni. Perdiamo l'uomo, ma il suo modo di fare Partito, in mezzo alla gente e alla militanza, non lo dimenticheremo mai.
Addio Capo».
Riccardo Molinari, capogruppo della Lega alla Camera dei Deputati, e segretario della Lega in Piemonte: «Umberto Bossi non è stato solo il fondatore della Lega, ma uno dei più importanti esponenti politici dell'Italia repubblicana. Quando, quindicenne, ho bussato alla porta della sezione della Lega di Alessandria, l'ho fatto perché affascinato dal carisma di Umberto, e dalla sua capacità di arrivare al cuore della gente del Nord. Tutto il mio successivo impegno politico, fino ad oggi, è stato ispirato dai suoi insegnamenti, dalla sua forza di trascinatore, ma anche dalla sua sottile capacità diplomatica, che ha consentito alla Lega di radicarsi nei nostri territori, di crescere, di dar voce ai bisogni, alle esigenze, ai sogni dei popoli del Nord. La battaglia che in questi anni stiamo conducendo, insieme al Segretario Salvini e al Ministro Calderoli, per l'autonomia differenziata nelle nostre regioni è figlia degli ideali 'bossiani' grazie ai quali tutti noi, dentro la grande comunità della Lega, ci siamo incontrati, siamo cresciuti, abbiamo imparato a lottare senza mai arrenderci. Umberto Bossi oggi ci lascia fisicamente, ma la sua forza e i suoi insegnamenti continueranno ad accompagnarci nel nostro cammino politico. Come diceva nei suoi comizi “Quando un Popolo cammina, piega la Storia”. Il cammino è ancora lungo, ma lui ha aperto la strada e ci ha indicato la via"».
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