Cerca

ultima ora

ultime notizie

OGGI

Il vicesindaco partito come volontario per le Olimpiadi: «Difficile dire di no»

A Livigno si occupa di trasporto e logistica degli atleti: «In tanti dicono che torneranno in Italia da turisti»

Il vicesindaco partito come volontario per le Olimpiadi: «Difficile dire di no»

Christian Sciolla, di Carrù, è uno dei 18mila volontari di Milano-Cortina 2026

Ha scelto di vivere le Olimpiadi da protagonista. Non come atleta, ma mettendosi in gioco tra i 18mila volontari che rendono efficiente la grande macchina di Milano-Cortina 2026.

Christian Sciolla, 34 anni, di Carrù, vicesindaco del paese e dipendente della farmacia “Sant’Anna” di Monchiero, ci racconta la sua avventura olimpica dall’interno.

«Mi sono candidato un po’ per scherzo, poco dopo la scomparsa di mia mamma, più di un anno fa. Sentivo il bisogno di fare qualcosa di diverso, di mettermi in gioco in un’esperienza nuova e significativa», spiega. La candidatura è partita dal portale online ufficiale, seguita da un colloquio motivazionale. «Solo all’inizio di quest’anno mi hanno comunicato che ero stato selezionato. Mi ero candidato per una settimana, ma alla fine mi hanno chiesto la disponibilità per tre. Quando arriva un’occasione così, è difficile dire di no».


Livigno

Christian è impegnato a Livigno, sede delle gare di freestyle e snowboard, tra le discipline più spettacolari del programma olimpico. «Mi occupo del servizio trasporti degli atleti: li accompagniamo dal villaggio olimpico alle sedi di allenamento e di gara, coordinando le partenze dai punti dedicati ai pullman. Ci sono atleti di tutte le nazionalità: il nostro compito è garantire che tutto funzioni in modo preciso».

Poi c’è anche l’altra faccia, quella mediatica. «La nostra squadra, a volte, si occupa anche della gestione dei giornalisti: accoglienza di reporter e fotografi, organizzazione delle interviste, coordinamento con i broadcaster. Molte attività si svolgono all’aperto: qui il colpo d’occhio è straordinario. Tutto è organizzato in modo minuzioso: alcuni network hanno diritti solo per le foto, altri possono effettuare riprese video o dirette. È una macchina complessa ma perfettamente oliata».

Gli chiediamo quali atleti internazionali ha avuto modo di incontrare da vicino «Ho conosciuto Hunter Hess, campione americano di freestyle (che per le sue posizioni anti-ICE è finito nel mirino di Trump) e il norvegese Birk Ruud. Sono discipline relativamente giovani e di nicchia, ma quello che riescono a fare sugli sci è incredibile. Atleti giovanissimi, molto alla mano: non è raro incontrarli in paese a fare shopping».



Partito il 31 gennaio, Sciolla rientrerà il 23 febbraio. «È un’esperienza unica. L’atmosfera è bellissima, il gruppo dei volontari è speciale. Non siamo solo italiani: ci sono molti stranieri, tanti francesi, ma anche cinesi e americani. La lingua utilizzata è l’inglese, ma va bene perchè mi serve come un buon ripasso. Con gli atleti si è creato un clima gioioso e spontaneo».

«Un allenatore alla sua quinta Olimpiade mi ha confidato che questa è una delle edizioni meglio organizzate a cui abbia partecipato. Gli atleti si trovano molto bene, sia per l’ambiente sia per l’accoglienza in Italia. Diversi hanno anche raccontato che torneranno nel nostro Paese in vacanza».

L’impegno richiesto è di «otto ore al giorno, con un giorno di riposo ogni cinque o sette, in base alla scelta. I miei turni sono 8-16 oppure 15-23. Nel tempo libero si può anche sciare, con agevolazioni dedicate ai volontari. Io ho preso ferie dal lavoro per seguire tutta l'esperienza. Sono compresi vitto e un pasto durante il servizio».

Da un’avventura nata quasi per caso a un ricordo destinato a restare. «È qualcosa che porterò con me. Far parte, anche nel mio piccolo, di un evento così grande è motivo di grande orgoglio».

 

Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter

Edicola digitale

Aggiorna le preferenze sui cookie
x