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01 Marzo 2026 - 18:54
Grande battaglia al "Piero Gasco" di Mondovì
Ogni tanto bisognerebbe ricordarselo: il calcio non è uno spettacolo. Quando funziona davvero, fa soffrire. Lo 0-0 tra Piazza e Bisalta è stato brutto, sporco, perfino un po’ cattivo. E proprio per questo godibile. Perché le partite non devono per forza essere belle: devono essere vere. E oggi il match, nel suo 0 a 0 agonico e testardo, lo è stato fino all’ultimo minuto, duro e senza effetti speciali. Le previsioni davano ansia e sofferenza a secchiate tra chi lotta per non retrocedere e chi insegue il sogno impossibile e romantico della Promozione. È finita nel modo più coerente possibile: pareggio.
Il Bisalta di Roby Borghese ha creato di più, ha avuto 4-5 occasioni (un paio clamorose) per conquistare il “Piero Gasco”, si è dimostrato ovviamente più forte, ma questo Piazza non meritava di perdere per come si è buttato su ogni pallone come se fosse l’ultimo treno della sera. Un punto che sposta poco la classifica, ma molto l’autostima. Il Bisalta va avanti piano, ma quelle dietro di certo non volano.
Mister Cosimo Barberis si trova con tante assenze, tanto per cambiare, per motivi svariati: Muca, Di Fede, Martini, Lugliengo, Marengo, Camara solo per citarne alcuni. In più l’infortunio di Luca Griseri nel finale non promette nulla di buono, ma se ne saprà di più nei prossimi giorni e aprirebbe scenari davvero inquietanti sul finale di stagione.
Nei primi minuti il Piazza sembra più vivo e pimpante e già dopo 8 minuti Sejfuli ha sul piede il pallone che potrebbe far saltare tutti i piani della prima della classe. Il tocco del numero 11, smarcato da una intuizione di Calimera, è impreciso e grazia Marino in uscita. Poco dopo ci prova lo stesso Calimera da fuori (di entrare in area non se ne parla proprio con Marengo e Quaranta a fare la guardia), ma senza inquadrare lo specchio della porta. Dopo un attimo di smarrimento, il Bisalta inizia a fare il Bisalta con giocate veloci e manovre pungenti sugli esterni con Petris e Maccario sempre pericolosi. Proprio Petris, nel giro di 4 minuti, si trova due volte in condizione di piazzare la stoccata decisiva in diagonale. Tutte e due le conclusioni escono di un soffio facendo tirare un sospiro di sollievo a tutti i giallorossi, San Donato compreso lassù in collina.
Le emozioni più forti però le riserva il minuto finale: deviazione di Maccario sugli sviluppi di un calcio piazzato e Fenoglio salva sulla linea in un modo che definire miracoloso non è esagerato. Al ritorno dagli spogliatoi, Borghese inserisce prima Ballo e poi Gomes Aro per scardinare la difesa di casa, ruggente e commovente in tutti i suoi effettivi per coraggio e tenacia nel difendere la propria porta. Al 62’ il Bisalta si mangia un gol fatto con Tomatis che non centra la porta (quasi sguarnita) da due passi dopo una super parata di Casanova su Gastaldi. E qui il Piazza può accendere un cero al sopracitato santo patrono per l’aiuto.
Con il passare dei minuti, il match si fa più spigoloso, la tensione sale di brutto perché il risultato è troppo importante. Il clima in campo è quello di una pentola a pressione lasciata sul fuoco. Tra i giocatori circola uno slang da dissing metropolitano, più Salmo contro Luchè che oratorio domenicale. I minuti scorrono lenti per i padroni di casa e inesorabili per la capolista che, nel quarto d’ora finale, stringe d’assedio. Il Piazza però resiste in ogni modo. Al 73’ Ballo (e non solo lui) invoca il rigore per un contatto sospetto in area con Gonella. Poi ancora Tomatis ci prova: niente da fare. Il Piazza attorno al 90’ per poco non cala il jolly quando Gonella, con una girata volante, manda il pallone non lontano dal palo.
Nel lunghissimo recupero concesso dal direttore di gara (bravo), il Bisalta si gioca le sue carte residue in un paio di mischioni omerici. Nessuno tira indietro la gamba: ci si butta addosso a tutto quello che si muove, che sia la sfera, una caviglia o un ginocchio. Per due volte il pallone, non si sa bene come, finisce nelle mani di Casanova.
Uno 0-0 forte come una Nazionale senza filtro: raschia in gola, ma quando la spegni capisci che ne è valsa la pena.
Come un palombaro di lungo corso mister Barberis resta a lungo in panchina per decomprimere dopo le emozioni del match, ma si gode la reazione della squadra. «Era l’unica cosa che contava. Siamo attraversando un periodo pieno di problemi, abbiamo tante nubi sulla nostra testa dentro e fuori dal campo, ma oggi se è visto un raggio di sole. Domenica scorsa abbiamo fatto una prestazione inaccettabile, non degna del Piazza: avevo chiesto orgoglio, anche in una partita “sporca” e quello si è visto. Il pareggio è giusto, non cambia troppo le cose, ma va bene così».
Dall’altra parte mister Borghese non nasconde la sua insoddisfazione. «Una prestazione non sufficiente. Il Piazza, ben messo in campo, ha fatto la sua partita, ma noi dovevamo fare di più e cambiare passo. Anche a livello di mentalità: a tratti sembra che ci sentiamo appagati e ho visto troppi giocatori sotto tono. Doppiamo crescere ancora tanto: se vogliamo pensare di vincere un campionato serve un cambio di passo. Purtroppo ci mancano anche giocatori importanti e la situazione di Petris a mezzo servizio sicuramente fa tanta differenza»
PIAZZA 0
Casanova, Fenoglio, Gonella, Giacosa, Griseri (85’ Hoxha), Prette, Mandaglio, Benzo (77’ Rossi), Niba, Calimera (82’ Salomone), Sejfuli. All. Barberis.
BISALTA 0
Marino, Manfredi A., Civalleri (86’ Grosso), Quaranta, Marengo, Manfredi P. (60’ Tomatis), Konate (82’ Prati), Gastaldi, Mazouf (55’ Gomes Aro), Maccario, Petris (46’ Ballo). All. Borghese
ARBITRO. Rogina di Asti 6,5.
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