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29 Marzo 2026 - 21:57
Matteo Muça eroe per pochi istanti: segna il 3-2, verrà espulso subito dopo
Certo ci sarà, in fondo a qualche corridoio, fra pile di scartoffie e di pratiche da evadere, il mitologico ufficio complicazione affari semplici, dove l’inquieto Piazza, sospeso fra salvezza e play out, ha probabilmente libero accesso pure la domenica pomeriggio. Lo racconta la sua storia stagionale di occasioni sprecate e di punti buttati, ma più di tutto lo dimostra il picaresco 3-3 con cui va in archivio la sfida casalinga con la Pro Polonghera. Non proprio un duello da dentro o fuori, ma comunque un passaggio fondamentale per accelerare la fuga dal fondo classifica. Ecco: quello snodo, posizionato lungo un cammino accidentato e faticoso, non sarebbe di per sé impossibile da risolvere a favore dei giallorossi; il Piazza avrà pure le sue imperfezioni, ma è in ripresa e in fiducia; e la Pro Polonghera, che fa dell’angusto campo di casa il suo fortino, quando vi si allontana palesa tutte le sue mancanze.
Ma le vie dei ragazzi di Barberis sono imperscrutabili e attorcigliate, proprio come quest’ultima puntata. Nella quale gli imprevisti non nascono solo da una certa tendenza autolesionistica locale, ma anche da una serie di casi avversi materializzatisi, specialmente, nella maldestra gestione arbitrale. La prima compare subito, e subito fulmina l’aspettativa di un pomeriggio sgombro da guai: c’è un corner da destra su cui tutti dormicchiano favorendo l'incornata vincente, tranquilla e solitaria di Rainero. I secondi, e cioè i torti e le sventure, arriveranno abbondanti in seguito. In mezzo, il Piazza si illude, e illude chi sta a guardare, che, malgrado la rete incassata a freddo, la giornata potrebbe risolversi in una comoda scampagnata primaverile: i meccanismi locali funzionano, Mandaglio, Sejfuli e Calimera affondano come nel burro, Marengo è tornato quello dei tempi belli e dirige con autorevolezza le manovre in avanti, e soprattutto la Pro Polonghera, lontana dal conforto domestico, si conferma modesta e vulnerabile. In poche battute, allora, fioriscono sul sintetico del CSM, oltre al repentino pari di Mandaglio (che si infila fra le linee, si sposta da destra a sinistra, scambia con Sejfuli e Calimera e inganna Marchisio da fuori), un doppio tentativo di Sejfuli fonte di grandi affanni per il portiere, il bis sfiorato da Mandaglio, più vari guizzi promettenti e intriganti. Il tutto lascerebbe presagire un rapido e definitivo sorpasso locale, se non fosse che dalle parti del Piazza le cose raramente filano lisce e prevedibili. E infatti la Pro Polonghera riemerge dal nulla per rifilare la seconda fregatura alla Barberis band, quando troppo facilmente Sotira si intrufola verso Casanova per depositare agli atti la sfera del raddoppio. Peccato che l’azione inizi con un fallo (su Martini) non visto ed, ancor più, che il mediocre sig. El Hilali di Nichelino, tutto cartellini e niente polso, reagisca alle rimostranze giallorosse espellendo Marengo in circostanze misteriose. Piazza in dieci, sotto di una rete, con i piani e i nervi saltati.
È lì che i giallorossi danno il meglio: anziché farsi sovrastare dagli eventi, provano a cavalcarli in un lungo pezzo di strada quasi commovente. Un ignaro spettatore non sospetterebbe l’inferiorità numerica, vedendo l’11 di Barberis impadronirsi dell’iniziativa, ridurre a zero le sofferenze, sfiorare ripetutamente il pari (Sejfuli, Prette, Di Fede) già nel primo tempo, agguantarlo a inizio ripresa con un’incursione di Griseri, culminata nell’inzuccata vincente sulla punizione verticale di Di Fede. Raddrizzata la baracca, il Piazza tira il fiato ma non smette di crederci fino a che non arriva la svolta, favorita dal pasticcio di un difensore che si incarta: Muça gli tende l’agguato, gli soffia la palla e si allarga per superare il portiere in uscita. Sarà vera gloria? Macché: quasi all’ultimo metro il Piazza commette l’errore di concedere agli ospiti un’ultima, immeritata chance. Corner, mischia furibonda, forse un tocco di mano malandrino e Rainero, ancora lui, che timbra il cartellino dell’insperato 3-3. Non è finita perché c’è ancora spazio per i parapiglia e le espulsioni, al limite del sopruso, di Muça e Benzo, e per un potenziale colpo al cuore sulla rete irrimediabile di Gerbaudo, oltre gli sgoccioli, annullata per fuorigioco. Sui titoli di coda di quest’avventura romanzesca, resta un Piazza di vizi e virtù, tormentato da un destino che ancora traballa ed inquieta: ma, perlomeno, difficilmente ci si annoia.
PIAZZA 3
Casanova, Giacosa, Vinai, Martini, Griseri, Prette, Mandaglio (89’ Hoxha), Di Fede (78’ Benzo), Marengo, Calimera (82’ Muça), Sejfuli (71’ Niba). All. Barberis.
PRO POLONGHERA 3
Marchisio, Correggia (57’ Pochettino), Ferrato, Rainero, Dossetto, Nirta (71’ Olivero), Baruzzo, Tosco, Gerbaudo, Longo (77’ Aloi), Sotira (46’ Negro). All. Moretto.
RETI. 2’ e 90’ Rainero (PP), 7’ Mandaglio (P), 26’ Sotira (PP), 53’ Griseri (P), 87’ Muça (P).
ARBITRO. El Hilali di Nichelino.
ESPULSI. 30’ Marengo (P), 90’ Muça (P), 94’ Benzo (P).
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