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"Testa e cuore", Sofia Rebora saluta la pallavolo giocata: quanti ricordi a Mondovì

La 33enne centrale genovese è stata autentica trascinatrice dell'allora Lpm Pallavolo in serie A2 per tre stagioni

"Testa e cuore", Sofia Rebora saluta la pallavolo giocata: quanti ricordi a Mondovì

Sofia Rebora in maglia Lpm Pallavolo. Foto di Luciano Pecchenino

Ieri, 11 aprile, si è chiuso un capitolo importante per la pallavolo italiana: Sofia Rebora ha disputato la sua ultima partita prima del ritiro. Un momento carico di emozione per una giocatrice che, nel corso della sua carriera, ha saputo lasciare un segno profondo ovunque abbia giocato.

Genovese, 33 anni, centrale di grande forza e temperamento, Sofia è stata molto più di una semplice atleta: una leader, una trascinatrice, un punto di riferimento dentro e fuori dal campo. Chi ha avuto modo di seguirla da vicino ricorda una giocatrice dominante a muro, sempre corretta, sempre pronta a spronare le compagne nei momenti più difficili.

Tra le tappe più significative della sua carriera spiccano le tre stagioni vissute a LPM Pallavolo Mondovì. Erano anni intensi e appassionanti per la Serie A2 monregalese: stagioni in cui la squadra lottava costantemente per la promozione in A1 e per la conquista della Coppa Italia di categoria. In quel contesto, lei rappresentava un pilastro imprescindibile, una presenza capace di fare la differenza nei momenti decisivi.

Il suo percorso sportivo è stato lungo e ricco di soddisfazioni: dagli inizi nel 2012 in B2 al VGP, allenata da Alessandro Licata, fino al rapido salto in B1 a Collecchio e poi l’approdo stabile nelle categorie superiori. Montichiari, Olbia, Trento, Mondovì appunto, Roma — con cui ha debuttato in A1 — fino a Busto Arsizio: tappe di una carriera costruita con costanza e determinazione. Il bilancio parla da sé: tre promozioni in Serie A1, una Coppa Italia e ben cinque finali di Coppa (un vero record), oltre a due finali di campionato.

A rendere ancora più toccante il momento dell’addio, le parole del suo procuratore, Stefano Franchini, che ha voluto ricordare non solo l’atleta, ma anche la persona:

“In me ci sono sentimenti contrastanti: la tristezza per non vederla più protagonista in campo, la soddisfazione e la gratitudine per averla accompagnata in tutta la sua carriera. Ne è passato di tempo da quella primavera del 2012 quando Sofia giocava in B2 nel VGP… Timida, di poche parole, ma desiderosa di spiccare il volo. Ci mancherà vederla esultare o mandare a quel paese qualche avversaria dopo un muro o una palla messa a terra. Non abbiamo mai discusso in 15 anni, sempre positiva e decisa nelle sue scelte. Così come ha fatto ora, decidendo di lasciare quando è ancora ai vertici, da vero capitano. Grazie di tutto Sofi!

Parole che raccontano perfettamente lo spirito di Rebora: determinata, autentica, sempre coerente con se stessa.

A Mondovì, dove era diventata anche amica della nostra redazione sportiva collaborando volentieri con le nostre iniziative, lascia un ricordo indelebile. Non solo per le prestazioni, ma per il suo modo di essere: diretto, generoso, profondamente umano.

Ora per Sofia si apre una nuova fase, lontano dal taraflex ma sicuramente ricca di nuove sfide. A lei vanno i migliori auguri per il futuro, con la certezza che, in qualunque strada sceglierà, saprà distinguersi ancora una volta.

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