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08 Gennaio 2026 - 08:50
nel tondo Matteo Caporusso, presidente della Fondazione Lapidea di San Gaudenzio
Torna agli antichi splendori un piccolo gioiello dell’arte architettonica piemontese: un tesoro poco noto al grande pubblico, anche perché parte di uno dei monumenti più significativi del Piemonte Orientale, la Basilica di San Gaudenzio di Novara. Una buona porzione del pavimento, in marmo e mosaico lapideo, quella al di sotto della Cupola di San Gaudenzio a Novara, è stata interamente restaurata. Elemento di grande valore e notevole delicatezza, parte del patrimonio storico artistico del complesso monumentale. L’annuncio è venuto da Matteo Caporusso, che presiede la Fondazione Fabbrica Lapidea di San Gaudenzio. L’intervento è stata condotto dal Consorzio Arkè, sotto la direzione tecnica di Maria Chiara Cerotti. Ora il pavimento è più stabile, ma anche più leggibile per i visitatori. La posa del pavimento risale all’ottocento, ed è stata condotta sul disegno del grande architetto Pelagio Palagi. Non è il solo grande nome che ha lavorato al monumento: è stato progettato dall’architetto Pellegrino Tibaldi (alcuni quadri dell’autore sono stati oggetto di una mostra a Cuneo nel 2024) la cupola è opera dell’architetto Alessandro Antonelli tra il 1838 e il 1839, pochi anni prima della costruzione della celebre Mole a Torino.
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«Guardando al futuro - afferma il presidente della fondazione -, ritengo doveroso ribadire un principio chiaro: la tutela del pavimento restaurato è una priorità assoluta». In vista di eventi o altro tipo di iniziative la fondazione si impegnerà a proteggere il mosaico con una superficie urto assorbente con moduli a puzzle assemblabili, studiati per salvaguardare la struttura da sollecitazioni, vibrazioni e carichi. L’intervento è stato finanziato dalla Regione Piemonte e promosso dall’assessore Chiarelli, con il supporto della Soprintendenza e la sinergia con la Parrocchia.
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