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10 Gennaio 2026 - 07:03
C’è un punto oltre il quale un disservizio non è più un “imprevisto”. Diventa un problema strutturale. E per chi viaggia ogni giorno sulla Cuneo–Torino, quel punto sembra essere stato superato da tempo. L’ultimo episodio, raccontato con toni durissimi dal consigliere regionale Claudio Sacchetto (FdI), ha riacceso la miccia: giovedì 8 gennaio, dopo un guasto che ha bloccato la linea, ore di attesa, poche informazioni e bus sostitutivi arrivati tardi (o non arrivati affatto).
Risultato? Pendolari lasciati a gestire da soli tempo perso, freddo, confusione e la sensazione — sempre più diffusa — che nelle emergenze la regia salti e a pagare siano sempre gli stessi.
È per questo che Sacchetto, presidente della Terza Commissione consiliare permanente, ha depositato un’interrogazione urgente alla Giunta regionale per chiedere una presa di posizione netta: “Trenitalia si assuma le sue responsabilità” e investa anche sulla gestione degli imprevisti, perché “il tempo dei pendolari è denaro e la loro dignità va rispettata”.
Secondo quanto riportato nel comunicato, intorno alle 10.30 un mezzo d’opera ha tranciato dei cavi elettrici in zona Cavallermaggiore, provocando l’interruzione delle linee Savona–Torino e Cuneo–Torino nel tratto Fossano–Carmagnola. Un guasto che ha richiesto molte ore per il ripristino, arrivando a 9–10 ore proprio nella fascia di maggiore afflusso.
Durante la giornata sono stati organizzati treni fino a Trofarello e da lì servizi bus verso Fossano: inizialmente diretti, poi solo dal tardo pomeriggio (dalle 17.30) con fermate anche nelle stazioni intermedie.
Ma il punto, per Sacchetto, non è solo la complessità della situazione: è la risposta, considerata troppo lenta e disorganizzata.
Il consigliere parla anche per esperienza diretta, perché dice di essere stato tra i passeggeri coinvolti. E la sua ricostruzione è una fotografia che molti pendolari conoscono fin troppo bene: “Alle 18.00 circa, all’arrivo alla stazione di Trofarello da Torino, il servizio bus non era presente” e i viaggiatori “si sono trovati senza informazioni in attesa al freddo”.
Da qui la denuncia più ampia: la gestione delle emergenze da parte di Trenitalia “lascia molto spesso a desiderare”, tra informazioni carenti, mancanza o carenza di mezzi sostitutivi e scoordinamento nei momenti critici.
E c’è anche un altro timore che aggiunge rabbia alla rabbia: oltre alla giornata persa, “ora rischiano di subire la beffa di non avere neppure un rimborso”.
Nell’interrogazione, Sacchetto sottolinea che la Regione Piemonte continua a sostenere il trasporto ferroviario investendo risorse importanti sulla mobilità sostenibile. Ma quando la linea si ferma, la differenza la fa ciò che succede dopo: piani di emergenza, comunicazione, bus pronti, tempi rapidi.
E su questo, insiste, la “titolarità” è di Trenitalia: “dovrebbe garantire sempre un servizio accettabile anche in ambiti di emergenza”, soprattutto su una tratta come la Cuneo–Torino dove i disservizi, a suo dire, non sono episodici ma ricorrenti.
Il punto finale è semplice e pesante: come si evita che succeda ancora? Sacchetto chiede alla Giunta come intenda intervenire per risolvere in futuro la questione dei bus sostitutivi e della comunicazione ai passeggeri, anche molte ore dopo un incidente.
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