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Boom mirtillo: la Granda è la “terra blu” che sta conquistando il mercato

Oltre 800 aziende e un confronto internazionale per una coltura in piena espansione

Boom mirtillo: la Granda è la “terra blu” che sta conquistando il mercato

Il Cuneese si conferma sempre più come polo di riferimento per la coltivazione del mirtillo, non solo in Piemonte ma a livello nazionale. Qui si concentra circa l’80% delle superfici regionali, pari a oltre 530 ettari su più di 650 complessivi, con oltre 800 aziende coinvolte. Numeri che raccontano una crescita impressionante: dal 2015 le superfici coltivate a mirtillo sono più che raddoppiate, rendendo questa coltura una delle più dinamiche del panorama agricolo locale.

Il cuore produttivo batte soprattutto nel Saluzzese e nell’areale della Bisalta, con Revello riconosciuta come area di riferimento. Un successo che non nasce per caso, ma da scelte imprenditoriali, innovazione tecnica e capacità di intercettare un mercato in forte evoluzione.

Su queste basi prende forma il doppio appuntamento “La coltivazione del mirtillo: esperienze a confronto”, promosso da Coldiretti Cuneo e Agenzia 4A, pensato per accompagnare la crescita del comparto con competenze sempre più solide.

 

 

Il primo incontro è in programma mercoledì 14 gennaio, con un convegno a Cuneo che offrirà una fotografia aggiornata della coltivazione del mirtillo in Piemonte e in Trentino-Alto Adige, allargando lo sguardo anche allo scenario produttivo mondiale. Tecnici ed esperti, italiani e internazionali, entreranno nel merito delle principali tecniche agronomiche, tra innovazione, sostenibilità e qualità del prodotto.

Il secondo appuntamento, giovedì 15 gennaio, porterà invece il confronto direttamente in campo, presso un’azienda agricola di Revello. Qui spazio alla pratica: dimostrazioni di potatura, valutazioni agronomiche e analisi delle principali cultivar, in un contesto pensato per favorire lo scambio diretto tra tecnici e produttori.

“Il mirtillo sta assumendo un ruolo sempre più strategico per l’agricoltura del nostro territorio – sottolinea Enrico Nada – ma alla crescita delle superfici deve corrispondere una crescita delle competenze. Iniziative come questa servono a dare strumenti concreti alle aziende per affrontare le sfide produttive e di mercato”.

Sulla stessa linea anche Francesco Goffredo, che evidenzia l’importanza di unire teoria e pratica: “Il confronto tra esperienze locali e internazionali è fondamentale per accompagnare uno sviluppo organizzato, sostenibile e competitivo della coltivazione del mirtillo”.

Il messaggio è chiaro: il mirtillo non è più una coltura di nicchia, ma una leva strategica per il futuro agricolo del Cuneese, da coltivare con visione, competenze e gioco di squadra.

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