Cerca

ultima ora

ultime notizie

OGGI

Come un professore siciliano è arrivato a cantare la musica delle Isole Mauritius

Un incontro casuale, un viaggio musicale inatteso e una canzone che unisce Sicilia e Oceano Indiano, tra amicizia, ricerca sonora e contaminazione culturale.

Come un maestro siciliano è arrivato a cantare la musica delle Mauritius

La Sicilia incontra le isole Mauritius nell'ultimo brano scritto e prodotto dal cantautore siciliano Francesco Riotta. Originario di Palermo, Riotta è insegnante di scuola Secondaria di primo grado nel nord Italia (attualmente insegna a Bra) e contemporaneamente coltiva la passione per la musica e la chitarra. Ha lavorato e suonato anche a Mondovì. Da sempre la sua produzione è venata di un grande spirito cosmopolita, a caccia dei suoni del mondo, in perenne esplorazione delle culture musicali. Del resto la sua infanzia è trascorsa a contatto con il Ballarò palermitano, un crocevia di cultura, universo popolare che mescola diverse comunità e quindi diversi ritmi, dal reggae allo ska, dal soukous al bambara e, naturalmente, il folk siculo. In questo caso però, il contatto con la cultura delle Isole Mauritius ha profondamente influenzato la sua ispirazione, favorendo la nascita di una canzone che potrebbe essere un nuovo punto di svolta nel suo percorso artistico.



"Mami" il suo brano di più recente uscita si nutre della tradizione musicale delle Isole Mauritius. È infatti, a tutti gli effetti, un "Séga", tipico genere mauriziano, con l'accompagnamento di musicisti del posto. 
«Sono un musicista in continua ricerca. Ho sempre guardato all’Africa, ai suoi ritmi, alle sue storie, alla sua profondità» racconta Francesco. "Mami" ha visto la luce nell'estate del 2024, in uno studio di Palermo, in collaborazione con Yannick Tiolo, amico musicista che lo invita a casa sua dove sta ospitando alcuni amici delle Mauritius. È così che avviene l'incontro con il particolarissimo genere musicale. Registrato a Palermo, il brano è stato arrangiato da Jerome Manal, con le percussioni e i cori dello stesso Tiolo e la chitarra di Joas Manal. Il mixaggio finale e la masterizzazione sono stati realizzati a La Réunion.

«È il primo séga cantato da un italiano e suonato da mauriziani. Non avrei mai pensato di fare séga nella mia vita» è il divertito e orgoglioso commento dell'artista. «La parola “mami” viene usata in America del Sud per rimorchiare, per parlare con tenerezza. L’uomo dice mami, la donna risponde papi. È una canzone intima. Molte persone mi dicono che è la canzone più bella che abbia mai scritto. Il séga è molto difficile dal punto di vista ritmico, allo stesso tempo c’è una semplicità che ti permette di viverlo con serenità. È complicato e semplice allo stesso tempo. Sto ancora imparando».

L'incontro con la cultura delle Mauritius non è stato solo un approccio concettuale: Riotta è davvero sbarcato sulle isole per conoscere la famiglia di Yannick Tiolo e conoscere i musicisti locali e visitare i luoghi. Ora è già al lavoro su un successivo brano dedicato alla tradizione tropicale: "Vague tropikale du séga". Il secondo capitolo di un viaggio che sembra aver impresso decisamente una svolta nel percorso dell'artista. 

  

 

 

Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter

Edicola digitale

Aggiorna le preferenze sui cookie
x