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27 Gennaio 2026 - 18:04
In un mercatino può succedere di tutto: ci si può annoiare e rimanere delusi, trovare l’oggetto tanto desiderato o curioso, oppure fare scoperte preziose e totalmente inaspettate. È quello che è successo al Vicese Gianfranco Somà che in un vecchio scatolone pieno di carte e libri, comprato da un rigattiere, ha ritrovato un manoscritto sulla storia della città di Cuneo.
«L’acquisto (di qualche anno fa mosso dalla mia solita sindrome del bibliomane) – spiega Somà – avvenne con la modalità “al buio” senza aver prima attentamente esaminato il contenuto, e solo dopo, esaminando le carte ho ritrovato con sorpresa il volume: “Cronaca della Città di Cuneo dal principio della sua fondazione sino all'anno del Signore 1557”. Un manoscritto completo cartaceo in barbe (senza alcuna operazione di taglio dei margini) con una legatura ottocentesca». Sul frontespizio, un’annotazione: «Prezioso ricordo del sig. Capitano Pepino di Roccavione dal quale lo ricevetti per conservarlo come amante delle cose patrie. Cuneo 20 settembre 1856 Quaglia Giuseppe da Cuneo».
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Compilato in italiano in scrittura corsiva da autore sconosciuto probabilmente nel 1615 è diviso in tre parti. Il manoscritto in inchiostro bruno riporta su alcune pagine delle glosse di riferimento al testo e diversi timbri “Quaglia” ai margini delle pagine. «Le prime 122 pagine numerate contengono, infatti, il manoscritto donato il 20 settembre 1856 dal Capitano Pepino di Roccavione nelle mani del notaio Giuseppe Quaglia (1818-1883), amministratore nell’800 della città di Cuneo e “amante delle cose patrie” – spiega Somà –. Fu lui a provvedere al restauro di alcune pagine e a far rilegare il volume aggiungendo la pagina di frontespizio ed infine altre quattro pagine di sua scrittura ove elencò le famiglie nobili di Cuneo al 1526, al 1535 e al 1722 ed inoltre allegò in ultimo tre documenti storici sicuramente forniti dal capitano Pepino. Il primo è un “biglietto” di Carlo Emanuele I per il pagamento di “scudi ottanta d’oro nelle mani del dilett.mo Tomaso Pipino” firmato da Lasbianca, Rettore della Camera dei Conti a Torino 1590 con bollo in ceralacca. Il secondo è un frammento di pagina ove i sindaci di Roccavione, richiamando gli ordini delle lettere del 22 dicembre 1580, attestano che in “in virtù di detto ordine si è disfatto il castello di Roccavione”. Il terzo documento, non datato, probabilmente riferito al primo, in cui si chiede il pagamento di “ottanta scudi d’oro a Tomaso Pepino rettore della fabbrica per la fornitura di sei legni lunghi per la fabbrica del ponte sul Ges tra Roccavione e Borgo S. Dalmazzo”».
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Che fare davanti ad un ritrovamento del genere? «Pur riconoscendo a questo genere di documenti storici un fascinoso senso di proprietà esclusiva, in un archivio privato sono sterili e inutili. Ho ritenuto giusto che confluissero in un contesto di fruizione pubblica alla portata di cittadini, storici e studiosi». Da qui la decisione di donarlo alla Biblioteca Civica di Cuneo per inserire il libro nei repertori. Una scelta resa pubblica il 26 gennaio dal comune di Cuneo. Il «prezioso ricordo del Capitano Pepino di Roccavione» il 5 dicembre 2025 è stato consegnato nelle mani della direttrice della biblioteca, dr.ssa Stefania Chiavero, con altri volumi a stampa del prof. Giovanni Cossavella.
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