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Piemonte, la sfida è nel piatto: “Diamo valore al cibo” contro lo spreco alimentare

Giornata nazionale contro lo spreco alimentare: numeri shock, strumenti pratici e ristoranti in prima linea per cambiare le abitudini

Piemonte, la sfida è nel piatto: “Diamo valore al cibo” contro lo spreco alimentare

Foto didascalica creata utilizzando il supporto dell'AI

Un terzo del cibo prodotto nel mondo finisce nella spazzatura. Un numero che pesa come un macigno e che suona come un conto alla rovescia. Il 5 febbraio 2026, con la 13ª Giornata nazionale di prevenzione dello spreco alimentare, l’Italia risponde a quella chiamata con un messaggio chiaro: #2030Calling. L’obiettivo è ambizioso ma necessario: dimezzare lo spreco alimentare entro il 2030, come chiede l’Agenda delle Nazioni Unite.

La Giornata nasce dalla campagna Spreco Zero, ideata dall’economista Andrea Segrè con Last Minute Market, in collaborazione con il Ministero dell’Ambiente e il sostegno di istituzioni internazionali e RAI per il Sociale. Non una ricorrenza simbolica, ma un invito a cambiare davvero le abitudini: perché lo spreco non è solo cibo buttato, ma acqua, energia, lavoro e risorse sprecate insieme a lui.

I numeri parlano chiaro. Ogni anno nel mondo si perdono oltre un miliardo di tonnellate di alimenti. In Italia, a livello domestico, si sprecano in media 555,8 grammi di cibo a persona ogni settimana, con picchi più alti nel Sud. Un paradosso che convive con povertà alimentare, crisi ambientale e disuguaglianze sociali.

La buona notizia è che qualcosa si può fare, partendo da gesti semplici: pianificare i pasti, controllare il frigo prima della spesa, comprare solo ciò che serve, congelare gli avanzi, riutilizzare gli scarti, ridurre lo spreco d’acqua. Strumenti come lo Sprecometro, l’app gratuita di Spreco Zero, aiutano a misurare e correggere i comportamenti quotidiani.

In Piemonte, la lotta allo spreco diventa una vera strategia di salute pubblica. Con il programma “Alimenti e salute” del Piano Regionale di Prevenzione, la Regione ha unito alimentazione sana e sostenibilità. Un censimento sulla ristorazione scolastica ha mostrato che i cibi più sprecati sono proprio verdura, legumi e pesce, pilastri della dieta mediterranea. Da qui nuove linee guida per porzioni più adeguate e controlli delle ASL.

Ma non solo scuole. Dalla pausa pranzo dei lavoratori – con il progetto “Il baracchino perfetto” – fino ai progetti sociali che recuperano eccedenze dai mercati per redistribuirle alle famiglie fragili, lo spreco diventa terreno di equità e solidarietà.

Il prossimo passo arriverà nella seconda metà del 2026 con la campagna regionale “Diamo valore al cibo. Una buona occasione per non sprecare”: circa 50 ristoranti tra Torino e Cuneo saranno protagonisti di azioni concrete anti-spreco, per coinvolgere direttamente i consumatori. In parallelo tornerà online, rinnovata, l’app UBO – Una Buona Occasione, con consigli pratici su conservazione, porzioni, riuso e stagionalità.

Il messaggio finale è semplice ma potente: ridurre lo spreco non è rinunciare, è scegliere meglio. E il futuro, questa volta, ci sta chiamando davvero.

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