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Un angelo con il volto di Giorgia Meloni. Il messaggio nascosto: la sepoltura dei Savoia al Pantheon?

Cancellato l'angioletto "simile" a Giorgia Meloni: il restauro alla basilica di San Lorenzo in Lucina scatena polemiche. Nella ricostruzione di Adnkronos, il caso potrebbe avere un legame con il sogno monarchico della sepoltura delle salme dei Savoia al Pantheon

Un angelo con il volto di Giorgia Meloni. Il messaggio nascosto: la sepoltura dei Savoia al Pantheon?

È stata alfine cancellato l'angioletto che recava una sospetta somiglianza con la premier Giorgia Meloni. Il caso ha fatto discutere l'Italia e, bisogna ammetterlo, è piuttosto curioso. Infatti nel corso di un restauro presso la Basilica di San Lorenzo in Lucina uno dei due angeli ha assunto un volto che qualunque italiano non fatica a riconoscere: quello della premier. L'affresco si trova al di sopra del busto di Umberto II di Savoia. L'angelo che ha assunto il volto della premier legge un cartiglio con lo stivale disegnato. Il restauro è stato operato da Bruno Valentinetti, sacrestano e decoratore e volontario della cappella. 

Una boutade o un messaggio nascosto?

Il fatto ha sollevato numerosissime polemiche: su richiesta della curia è stato infine cancellato e sarà rifatto. Si è trattato però di una semplice boutade o c'è un messaggio preciso dietro a quell'omaggio scoperto (e improprio) su un'opera d'arte in restauro?

Adnkronos, con un approfondimento della giornalista Roberta Lanzara, propone una chiave di lettura legata alla monarchia e alla speranza del ritorno delle salme dei reali Umberto II, Maria Josè, Vittorio Emanuele III e Elena di Savoia al Pantheon. Attualmente, come è noto, i feretri di Vittorio Emanuele III e della regina Elena si trovano presso il Santuario di Vicoforte, una soluzione di ripiego per buona parte del mondo monarchico italiano, mentre Umberto II e Maria Josè si trovano fuori dai confini, nell'abbazia di Altacomba. 

Una cappella dedicata al rientro del re dall'esilio

La cappella all'interno della chiesa romana in questione fu commissionata da Carlo d'Amelio, ministro della Real Casa, a suffragio di re Umberto II, come riferisce il conte Antonio D'Amelio ed è stato lui a finanziare precedenti restauri, mentre dichiara di non avere contezza dell'ultimo, contenente l'angioletto melonizzato.

Nell'articolo si ipotizza che questo atto sia in realtà l'ennesimo implicito invito a consentire il ritorno della salma di Umberto II al Pantheon. L'auspicio, del resto, è contenuto nella lastra sottostante agli angeli ed è sottinteso alla celebrazione della cappella: il ritorno del re dall'esilio. Va precisato che al momento non ci sono conferme esplicite di questa ricostruzione giornalistica. Il restauratore Valentinetti, infatti, ufficialmente ha sempre negato di essersi ispirato alla premier nella realizzazione del ritratto. Ha anche negato una sua candidatura, rintracciata in passato, per La Destra al Municipio I di Roma. Secondo Valentinetti, se fosse così potrebbe essere stato candidato a sua insaputa.

La Premier comunque ha deciso di prendere con ironia tutta la vicenda, dedicandovi un post su Instagram in cui ha commentato: «No, decisamente non assomiglio a un angelo».

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