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08 Marzo 2026 - 14:00
Foto didascalica creata utilizzando il supporto dell'AI
L’Università di Torino imprime una forte accelerazione sul fronte della ricerca. Grazie al nuovo decreto del Ministero dell’Università e della Ricerca (MUR), all’Ateneo torinese sono stati assegnati oltre 1,5 milioni di euro per il reclutamento di 54 nuovi ricercatori, nell’ambito del piano straordinario previsto dalla Legge di Bilancio 2026.
Complessivamente, agli atenei piemontesi sono destinati 3,6 milioni di euro, una quota significativa dei quali rafforzerà la capacità di ricerca di UniTo in una fase cruciale per il sistema universitario italiano. Tra le nuove posizioni previste, 21 ricercatori garantiranno la continuità dei progetti finanziati dal PNRR, consolidando competenze e risultati sviluppati negli ultimi anni.
Si tratta di un investimento strategico che non si limita alla semplice copertura di nuove posizioni, ma punta a rafforzare strutturalmente il capitale umano dell’Ateneo.

Accanto ai fondi ministeriali, l’Università di Torino ha messo in campo due misure strutturali per ampliare ulteriormente la capacità di reclutamento.
La prima riguarda il contenimento della spesa corrente, soprattutto nei costi della gestione ordinaria. L’obiettivo è liberare risorse da destinare all’ingresso di nuovi ricercatori, evitando restrizioni proprio nel momento in cui il sistema universitario ha più bisogno di investire nel ricambio generazionale.
La seconda misura è un incentivo straordinario per il reclutamento di ricercatori a tempo determinato (RTT). L’Ateneo contribuirà infatti con 0,2 punti organico sui 0,5 necessari per avviare le procedure di assunzione. In termini pratici, questo riduce per i Dipartimenti del 40% il costo di attivazione delle nuove posizioni, aumentando significativamente la capacità interna di assumere nuovi talenti.
Gli RTT rappresentano un passaggio fondamentale nel percorso accademico: nell’arco di tre-sei anni potranno accedere alla posizione di professori associati, assicurando continuità scientifica e stabilità al sistema universitario.
Con questo piano integrato, UniTo avvia una delle operazioni più rilevanti degli ultimi anni per il rafforzamento del proprio capitale umano, ribadendo il ruolo centrale della ricerca e della formazione nello sviluppo scientifico, sociale ed economico del territorio.
«Nei prossimi due anni l’Università di Torino realizzerà un reclutamento di ricercatori senza precedenti», afferma la Rettrice Cristina Prandi. «La combinazione dei fondi ministeriali con le 54 posizioni assegnate al nostro Ateneo, insieme alla priorità che stiamo attribuendo agli incentivi e al cofinanziamento dei punti organico per i Dipartimenti, consentirà una vera e propria accelerazione nel reclutamento di giovani ricercatrici e ricercatori. Vogliamo costruire oggi la nuova generazione dell’Università di Torino.»
Un investimento che guarda al futuro dell’Ateneo e del sistema della ricerca, puntando su nuove energie, competenze e prospettive per l’università e per il Paese.
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