Cerca

ultima ora

ultime notizie

OGGI

Nove giorni bloccati a Gerusalemme, domani tornano a casa i preti piemontesi

Atteso a Malpensa il rientro della comitiva dell’Opera diocesana pellegrinaggi di Torino fermata dall’escalation in Medio Oriente. All’Angelus Papa Leone XIV invoca pace e dialogo: “Tacciano le armi”

Bloccati a Gerusalemme, i 20 sacerdoti potranno rientrare in Italia

Sono attesi domani, lunedì 9 marzo, nella tarda mattinata all’aeroporto di Milano Malpensa, i sacerdoti e i laici piemontesi rimasti bloccati a Gerusalemme dopo l’attacco di Usa e Israele contro l’Iran e il successivo allargamento della crisi a tutto il Medio Oriente. A riferirlo è l'AGD, Agenzia dei giornali diocesani. Dopo nove giorni di attesa e apprensione, per il gruppo organizzato dall’Opera diocesana pellegrinaggi di Torino è finalmente arrivato il momento del rientro.

La comitiva era composta da una ventina di persone: sedici sacerdoti piemontesi, in gran parte torinesi, ma anche provenienti dall’Alessandrino e dal Cuneese (tra loro c'è anche don Giovanni Ferro, parroco di Confreria), insieme ad alcuni laici dell’Opera diocesana pellegrinaggi, promotrice del viaggio. Un pellegrinaggio che, all’improvviso, si è trasformato in una lunga sosta forzata nel cuore della Città Santa, mentre il conflitto scuoteva l’intera regione.

In questi giorni di blocco, il gruppo ha continuato a visitare Gerusalemme, vivendo un’attesa sospesa tra preoccupazione e fede. Tra i momenti più significativi, la visita al museo francescano accompagnati da una guida d’eccezione, padre Eugenio Alliata, archeologo e profondo conoscitore della storia dei Luoghi santi. Un’esperienza intensa, capace di dare senso anche a giornate segnate dall’incertezza.

I sacerdoti hanno mantenuto un contatto costante con le loro comunità, aggiornando fedeli e familiari sulle condizioni vissute in Terra Santa e rassicurando tutti sul fatto di trovarsi al sicuro. Nonostante il dramma che attraversa il Medio Oriente, Gerusalemme infatti non è stata direttamente toccata dalla guerra che da sabato 28 febbraio oppone Iran e Israele. Nella città santa, al di là del clima di forte apprensione per l’evoluzione della crisi internazionale, la vita è proseguita senza pericoli immediati.

Solo due giorni prima dell’inizio delle ostilità, il gruppo piemontese aveva incontrato il Patriarca di Gerusalemme, il cardinale Pierbattista Pizzaballa, consegnando anche aiuti economici. Un gesto di vicinanza concreta che oggi assume un significato ancora più forte, mentre la regione è travolta da una nuova spirale di tensione e violenza.

Sul dramma in corso è intervenuto oggi anche Papa Leone XIV. All’Angelus dell’8 marzo, da piazza San Pietro, il Pontefice ha rivolto un appello accorato alla comunità internazionale e ai fedeli, invitando tutti alla preghiera per la pace.

Cari fratelli e sorelle, dall’Iran e da tutto il mondo il Medio Oriente continuano a giungere notizie che destano profonda costernazione. Agli episodi di violenza e devastazione e al diffuso clima di odio e paura si aggiunge il timore che il conflitto si allarghi ad altri Paesi della regione tra cui il caro Libano e possa sprofondare nuovamente nell’instabilità. Eleviamo la nostra umile preghiera al Signore perché cessi il fragore delle bombe, tacciano le armi e si aprano spazi di dialogo dal quale si possa sentire la voce dei popoli”.

Parole che accompagnano anche il ritorno dei pellegrini piemontesi, testimoni diretti di giorni drammatici vissuti a pochi chilometri da una delle aree più fragili del pianeta. Il loro arrivo a Malpensa segnerà la fine di un’attesa carica di tensione, ma anche il sollievo di comunità intere che in questi giorni hanno pregato e sperato nel loro rientro.

Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter

Edicola digitale

Aggiorna le preferenze sui cookie
x