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Confagricoltura al Governo: «Misure immediate su accise, energia e sostegno alla produzione »

Confagricoltura lancia l’allarme: rincari fino a 30 centesimi al litro e costi energetici in aumento

Confagricoltura al Governo: «Misure immediate su accise, energia e sostegno alla produzione »

Foto didascalica creata utilizzando il supporto dell'AI

La nuova escalation della guerra in Medio Oriente sta già facendo sentire i suoi effetti sull’economia reale. A lanciare l’allarme è il mondo agricolo, dove cresce la preoccupazione per l’improvviso aumento dei prezzi dei carburanti e dell’energia, proprio mentre prende il via la nuova campagna produttiva.

Nel giro di pochi giorni i prezzi dei carburanti hanno registrato un’impennata che in alcuni casi ha già raggiunto i 30 centesimi al litro, un aumento che rischia di pesare in modo significativo sui costi di produzione delle imprese agricole. A preoccupare è soprattutto l’incertezza legata all’evoluzione del conflitto: la durata della guerra e i suoi effetti sui mercati energetici restano infatti grandi incognite.

Per questo Confagricoltura chiede al Governo un monitoraggio costante della situazione, ma soprattutto interventi concreti per contenere i rincari. Tra le richieste avanzate c’è la necessità di valutare misure per il riequilibrio delle quotazioni di benzina e gasolio, anche alla luce della recente unificazione dei tassi di accisa.

L’organizzazione agricola invita inoltre l’esecutivo a rivalutare il provvedimento sui Prezzi Minimi Garantiti previsto dal “DL Bollette”, nato in un contesto energetico completamente diverso da quello attuale. Secondo Confagricoltura, il quadro geopolitico mutato rende necessario un aggiornamento delle politiche energetiche per evitare ulteriori penalizzazioni per il settore agricolo.

Sul tavolo c’è anche la questione degli incentivi alle energie rinnovabili in agricoltura, come biogas e biomasse. Un possibile taglio agli incentivi per circa 400 milioni di euro all’anno rischierebbe di andare in controtendenza rispetto alle esigenze di sicurezza energetica. Oggi, infatti, l’Europa – Italia compresa – sta già pagando circa 870 milioni di dollari in più a settimana per il gas americano, una cifra destinata a crescere se il conflitto dovesse protrarsi.

Per Confagricoltura, rafforzare la produzione nazionale di energia diventa quindi una scelta strategica, anche grazie al contributo che può arrivare proprio dal settore agricolo. Una posizione ribadita nei giorni scorsi anche durante l’audizione dell’organizzazione alla Commissione Attività Produttive della Camera sul decreto Bollette.

Il rischio, però, è immediato e concreto: per le imprese agricole l’aumento dei carburanti e delle bollette energetiche si somma al rincaro dei fertilizzanti, che aveva già iniziato a salire prima dello scoppio del conflitto. Una combinazione che potrebbe ridurre la redditività e la competitività delle aziende agricole.

Le conseguenze si stanno già facendo sentire anche sul commercio internazionale. Il conflitto in Medio Oriente ha infatti rallentato diversi traffici commerciali, con prime ripercussioni sul settore ortofrutticolo, uno dei comparti più esposti alle dinamiche logistiche e ai costi energetici.

Per questo il mondo agricolo torna a chiedere al Governo interventi rapidi e mirati, per evitare che il primo anello della filiera alimentare paghi il prezzo più alto della nuova crisi geopolitica.

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