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«Comuni montani, maxi stangata sui fondi destinati al Piemonte: -63%»

Calderoni e Isnardi (Pd): «La Ragioneria dello Stato conferma un taglio del 63% ai fondi. Irrealistiche le promesse di compensazione della giunta Cirio»

«Comuni montani, maxi stangata sui fondi destinati al Piemonte: -63%»

I consiglieri regionali del PD, Calderoni e Isnardi

"I dati della Ragioneria generale dello Stato certificano un taglio pesantissimo alle risorse destinate alla montagna: i fondi a gestione diretta delle Regioni scendono da 200 milioni di euro a soli 73 milioni, con una riduzione di oltre il 63 per cento. Numeri che smentiscono le rassicurazioni del Governo e che rendono ancora più incerta la situazione per centinaia di Comuni montani, molti dei quali esclusi dai nuovi criteri di montanità previsti dalla recente legge nazionale".

Questa la presa di posizione dei consiglieri regionali del Pd, Calderoni e Isnardi.

“Con un taglio simile – dichiara Calderoni – sarà difficile che la Regione Piemonte riesca a compensare i Comuni esclusi dalla montanità, come promesso dal presidente Cirio e dall’assessore Gallo. Le risorse a disposizione delle Regioni si riducono drasticamente e questo rende quelle promesse sempre meno credibili. Senza dire che la concorrenza dei nuovi comuni molto popolosi, Cuneo e Mondovì su tutti, divenuti montani grazie alla riforma Calderoli, ridurrà ulteriormente le risorse per le piccole comunità”.

Il problema riguarda anche la sostenibilità complessiva dei conti regionali. “In Consiglio regionale – prosegue Isnardi – la maggioranza sta lavorando a una variazione di bilancio da circa 200 milioni di euro per coprire l’ennesimo buco nella Sanità. In questo quadro diventa evidente quanto sia complicato immaginare nuove risorse per compensare i territori penalizzati dai nuovi criteri”.

“Chi vive e amministra nei territori montani – concludono i consiglieri PD Calderoni e Isnardi – ha bisogno di certezze e non di annunci. I numeri della Ragioneria raccontano una realtà molto diversa da quella presentata dal governo e rischiano di scaricare sui territori e sulle Regioni il costo di scelte sbagliate”.

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