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05 Aprile 2026 - 05:06
C’è un profumo che a Pasqua sa di casa, di tradizione e di felicità condivisa. È quello dei dolci artigianali, che in Piemonte diventano molto più di un semplice dessert: sono un’esperienza, un viaggio nei sapori autentici di un territorio che continua a stupire.
Con quasi 3mila imprese artigiane attive nel settore, il Piemonte si conferma tra le regioni leader in Italia per qualità e varietà della produzione dolciaria. Un patrimonio fatto di mani esperte, ricette tramandate e materie prime locali, che trasformano ogni assaggio in un racconto.
“A Pasqua l’eccellenza dolciaria artigiana diventa un’esperienza per i consumatori”, sottolinea Giorgio Felici, presidente di Confartigianato Imprese Piemonte. E i numeri lo confermano: il territorio conta quasi 4mila imprese nel settore dolciario e della pasticceria, di cui la grande maggioranza artigiane.
“Questi numeri sono la fotografia di un settore guidato da imprese artigiane, che da generazioni producono eccellenze con materie prime del territorio”, aggiunge Felici.
Sulle tavole degli italiani arrivano così prodotti che raccontano identità e tradizione: 24 specialità piemontesi a marchio DOP, IGP e STG e ben 344 prodotti agroalimentari tipici legati alla Pasqua. Dalla colomba reinterpretata in chiave gourmet al cioccolato d’autore, ogni creazione è un piccolo capolavoro.

E non è solo una questione di gusto, ma di cultura. In Piemonte, infatti, oltre 4 imprese dolciarie su 5 sono artigiane, segno di un tessuto produttivo radicato e diffuso, capace di valorizzare ogni angolo del territorio, dai piccoli laboratori di paese alle storiche pasticcerie cittadine.
Ma dietro questa dolcezza si nasconde una realtà più complessa. Gli imprenditori del settore, infatti, stanno affrontando sfide sempre più difficili, a partire dalla carenza di personale qualificato.
“Il reperimento di manodopera qualificata è uno dei prerequisiti necessari per tramandare il ‘saper fare’ artigiano e garantire continuità al comparto”, spiega Felici. E i dati preoccupano: nel 2025 le nuove entrate di lavoratori qualificati si fermano a 840 unità, contro le 1.260 del 2024.
Un calo che pesa, soprattutto in una regione dove più di due pasticceri su tre sono difficili da reperire, rendendo il Piemonte il territorio con la maggiore difficoltà nel trovare personale nel settore.
A complicare il quadro, anche l’aumento dei costi. Le imprese devono fare i conti con rincari significativi delle materie prime e dell’energia, in un periodo – quello pasquale – in cui la domanda è al massimo.
“Il peso dell’innalzamento delle materie prime è concreto”, evidenzia Felici. I numeri parlano chiaro: +17% per il cacao in polvere, +12,9% per il caffè e +6,8% per il cioccolato su base annua.
E inevitabilmente, questi aumenti si riflettono anche sui consumatori: i prezzi dei prodotti di pasticceria e gelateria registrano un incremento del +3,1%.
A pesare sul settore, infine, anche le tensioni internazionali, con le possibili ripercussioni economiche legate alla situazione geopolitica nel Golfo.
Eppure, nonostante tutto, il Piemonte continua a resistere. Anzi, a brillare. Perché dietro ogni dolce c’è molto più di una ricetta: c’è passione, identità e futuro.
E a Pasqua, tutto questo si sente. Al primo morso.
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