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Dall’Himalaya al Messico, passando per Cuneo: correre fino al limite delle proprie possibilità, ma per cosa?

Il 18 aprile all’Open Baladin l’antropologo e runner Michael Crawley apre il Cuneo Montagna Festival: l’endurance come esperienza collettiva, oltre il cronometro

Dall’Himalaya al Messico, passando per Cuneo: correre fino al limite delle proprie possibilità, ma per cosa?

Foto didascalica creata utilizzando il supporto dell'AI

Non solo sport, ma cultura, società e visione del mondo. Sarà un incontro capace di andare oltre la semplice corsa quello in programma sabato 18 aprile alle ore 16 all’Open Baladin di Cuneo, dove il Cuneo Montagna Festival si presenta con un talk dedicato al senso della fatica.

Protagonista sarà Michael Crawley, antropologo, scrittore e atleta britannico di endurance, che dialogherà con l’esperto di corsa Gabriele Bonuomo nell’incontro dal titolo “Oltre l’evasione e il cronometro: l’endurance come esperienza collettiva”. Un appuntamento organizzato in collaborazione con Scrittorincittà, che aprirà ufficialmente il percorso verso la quarta edizione del festival, in programma dal 14 al 17 maggio 2026.

Ma cosa significa davvero “fatica”? È solo sfida personale o può diventare qualcosa di più? Crawley, autore del libro “Fino al limite. Il senso della resistenza dal Messico all’Himalaya”, propone una lettura alternativa: non più solo fuga dalla quotidianità o ossessione per la performance, ma esperienza condivisa capace di creare valore sociale.

Per costruire questa visione, l’autore ha attraversato culture e continenti, incontrando corridori nepalesi, sherpa dell’Himalaya, ultra maratoneti rarámuri e runner occidentali sempre in lotta con il tempo. Un viaggio che intreccia sport e antropologia, numeri e spiritualità, individualità e comunità.

Accademico all’Università di Durham e vincitore del prestigioso Margaret Mead Award, Crawley è una voce autorevole nel panorama internazionale, capace di raccontare la corsa come esperienza umana prima ancora che atletica.

L’incontro è a ingresso libero, con prenotazione obbligatoria su Eventbrite. Un’occasione per scoprire il programma del festival, ma soprattutto per fermarsi a riflettere: e se la fatica non fosse solo uno sforzo, ma un modo per sentirsi parte di qualcosa di più grande?

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