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La prima tedofora di Milano-Cortina 2026 è della provincia di Cuneo

La fondista Stefania Belmondo, ultima tedofora di Torino 2006 ha aperto insieme a Petros Gaidatzis la staffetta che porterà la fiamma olimpica fino a Milano Cortina

La prima tedofora di Milano-Cortina 2026 è della provincia di Cuneo

Vent'anni dopo la magica serata di Torino 2006, è ancora un'atleta della provincia di Cuneo ad essere tra i grandi protagonisti della staffetta dei tedofori che condurrà la fiamma olimpica all'apertura dei Giochi invernali. 

Stefania Belmondo, leggenda dello sci di fondo italiano, ha concluso, nel 2006, la serie dei tedofori. La sua immagine mentre, in solitaria, raggiungeva il centro dello stadio comunale torinese e dava il via alla spettacolare girandola pirotecnica che ha portato il braciere all'accensione è tuttora l'immagine simbolo di quei giochi. 

Ancora a Stefania è toccato un onore analogo, nel contesto di Milano Cortina 2026, esattamente vent'anni dopo la memorabile edizione sabauda. È stata lei, insieme a Petros Gaidatzis, a raccogliere la fiamma a Olimpia dalla gran sacerdotessa (l'attrice Mary Mina) che ha messo in scena il rito dell'accensione della fiaccola tramite la luce solare con lo specchio parabolico. A causa del meteo, la fiamma è stata accesa lunedì, presso il tempio di Era. La cerimonia è stata poi spostata al museo archeologico dove i due tedofori Gaidatzis e Belmondo (oro alle olimpiadi di Albertville del 1992  e a Salt Lake City nel 2002) hanno proseguito il primo tratto, conclusosi presso la stele dedicata a Pierre de Coubertin, iniziatore delle Olimpiadi moderne.

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