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Eolico sul Monte Camulera: un progetto imposto!

Territorio saturo, comunità compatta e pronta a reagire

Eolico sul Monte Camulera: un progetto imposto!

L’assemblea pubblica svoltasi ieri sera, lunedì 5 gennaio, a Osiglia sul progetto del parco eolico “SV9 Monte Camulera” ha registrato una partecipazione eccezionale di cittadini, associazioni e amministratori locali. Una sala colma, attenta e determinata, che ha espresso una posizione netta: la Val Bormida non accetta più progetti energetici imposti dall’alto, senza ascolto e senza rispetto per i territori.

Il comitato nascente, insieme alle associazioni presenti, ha chiarito con forza un punto fondamentale: non esiste alcuna contrarietà ideologica alla transizione ecologica o alle energie rinnovabili. Ciò che viene respinto è un modello di sviluppo che utilizza la transizione come alibi per concentrare grandi impianti industriali in aree fragili, marginali e già fortemente penalizzate.

Durante l’incontro sono state evidenziate gravi criticità nel metodo e nel merito del progetto. L’iniziativa è stata definita calata dall’alto, priva di un reale confronto preventivo con le comunità locali e basata su valutazioni ritenute insufficienti rispetto agli impatti ambientali, paesaggistici e territoriali. Il Monte Camulera rappresenta un’area di alto valore naturalistico, già delicata dal punto di vista idrogeologico ed ecosistemico, sulla quale si vorrebbe imporre un intervento sproporzionato e invasivo.

È stato inoltre sottolineato come Osiglia abbia già dato un contributo concreto e misurabile alla transizione energetica. La produzione da impianti fotovoltaici sui tetti raggiunge circa 130 kW installati, pari a una media annua di circa 146.000 kWh, ovvero 1 kWh per abitante al giorno, con una mancata emissione stimata di circa 31 tonnellate di CO2 all’anno. Numeri reali, ottenuti senza consumo di suolo, senza devastazione del paesaggio e senza sacrificare il territorio.

Alla serata hanno partecipato attivamente gli amministratori dei Comuni di Osiglia e Murialdo, insieme ad altri rappresentanti istituzionali, che hanno confermato la propria contrarietà al progetto e la disponibilità a redigere pareri ufficiali negativi da trasmettere al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica nell’ambito della procedura di Valutazione di Impatto Ambientale.

Un messaggio forte è emerso con chiarezza: un singolo comitato non basta. La Val Bormida è già attraversata da numerose vertenze ambientali, dai parchi eolici industriali agli inceneritori fino ad altri grandi impianti ad alto impatto. Continuare a difendersi in modo frammentato significa indebolirsi. Per questo è stata lanciata una chiamata esplicita a fare gruppo, costruendo una rete ampia e coordinata tra cittadini, comitati e associazioni già attivi sul territorio, a livello provinciale e regionale.

La difesa del territorio non può più essere demandata a pochi. Serve una mobilitazione collettiva, informata e determinata. Dall’assemblea è emersa la volontà concreta di presentare osservazioni tecniche e contributi individuali nell’ambito della procedura VIA, perché ogni voce conta e perchè il territorio non è una zona di sacrificio.

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