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12 Gennaio 2026 - 06:39
Foto didascalica creata utilizzando il supporto dell'AI
Il rientro dopo la pausa natalizia segna subito un passaggio chiave per il mondo culturale piemontese. La Regione Piemonte ha infatti confermato la convocazione del tavolo generale della cultura per il mese di febbraio, un appuntamento destinato a diventare centrale per affrontare in modo strutturato il tema delle risorse e del rafforzamento del sistema culturale.
A ribadirlo è stata l’assessore regionale alla Cultura Marina Chiarelli, al termine della riunione del tavolo “Emergenza cultura”. «Ho voluto incontrare subito le realtà culturali – ha spiegato – per confermare attenzione, ascolto e un impegno concreto verso un settore che rappresenta una risorsa fondamentale per i territori».
Dal confronto è emersa una fotografia chiara: la cultura piemontese è viva, produce progettualità di qualità ed è cresciuta nel tempo, anche grazie al lavoro portato avanti dalla Regione con strumenti come Rafforza Cultura, che ha accompagnato il comparto in una fase complessa, rafforzandone struttura, competenze e capacità progettuale.
Un segnale positivo, che però porta con sé una conseguenza inevitabile: il fabbisogno è aumentato. «Le risorse, pur ampie, non bastano più – ha sottolineato Chiarelli – e vanno incrementate. Questo richiede un rafforzamento dell’impegno politico e degli strumenti a disposizione, per accompagnare la crescita del settore e garantirne la tenuta nel tempo».
L’assessore ha ribadito che l’azione regionale non segue logiche “ad personam”, ma si fonda su criteri condivisi e su una visione triennale. I bandi su base triennale, ha spiegato, servono a dare stabilità e prospettiva, perché è nel medio periodo che si misura davvero l’impatto delle politiche pubbliche.
Resta però un nodo aperto: quando molte realtà risultano ammissibili ma non finanziabili a parità di risorse, il problema non può essere ignorato. «Il mio impegno politico è chiaro – ha affermato – lavorare per consentire lo scorrimento delle graduatorie 2026-2027 e garantire continuità a realtà che oggi rischiano difficoltà pur avendo progetti validi e riconosciuti».
Accanto al tema delle risorse, si apre anche un lavoro condiviso sui criteri di assegnazione. «Non sono una ruota di scorta, ma uno strumento – ha concluso Chiarelli –: dobbiamo ragionare insieme su come rimodularli per rispondere meglio alle esigenze dei diversi settori, garantendo una distribuzione più equilibrata delle risorse e tenendo conto delle specificità del terzo settore».
Il tavolo generale di febbraio si annuncia così come un passaggio decisivo: un momento di confronto atteso, chiamato a trasformare il riconoscimento della vitalità culturale piemontese in scelte concrete per il futuro.
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