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19 Gennaio 2026 - 10:57
RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO l'intervento che segue, inviatoci da Adriana Costamagna, consigliera di minoranza della lista "L'Altra Bene", di Bene Vagienna.
"Negli ultimi due Consigli comunali si è tornati a parlare della riunione che il sindaco aveva indetto per presentare il progetto del bitumificio, in quell’ormai lontano settembre 2024 – si legge nel testo –. Una vicenda che molti vorrebbero archiviare come un malinteso, ma che per me rappresenta qualcosa di molto più profondo.
Il 27 settembre 2024 sono arrivata in municipio come consigliere comunale, con il diritto, e il dovere, di partecipare a un incontro che riguardava un progetto pubblico. Non avevo dubbi: quando si parla di opere che incidono sul territorio, la presenza dei consiglieri non è un favore, è un obbligo istituzionale.
E invece, davanti a quella porta, mi sono sentita dire che non potevo entrare. Non per motivi tecnici. Non per motivi di sicurezza. Non per motivi procedurali. Mi è stato detto che una persona non voleva la presenza della minoranza. Una sola persona. E tanto è bastato per escludermi da un incontro istituzionale dentro il municipio.
A quella motivazione, peraltro mai dimostrata, si è aggiunto un atteggiamento che non posso ignorare. Il sindaco Claudio Ambrogio, oltre ad impedirmi l’ingresso e la partecipazione, ha accompagnato fuori dal municipio me, Claudio Ravotti e Tommaso Salzotti entrambi ex consiglieri, ma soprattutto cittadini impegnati nella vita pubblica e attenti al bene della città.
Un gesto che non dimentico, perché non è stato solo un allontanamento: è stato un messaggio. In quel momento ho capito che non si trattava di un errore. Era una scelta. Una scelta sbagliata, arbitraria, contraria alle regole e al rispetto dovuto alle istituzioni.
Nei giorni successivi ho chiesto spiegazioni. Non sono mai arrivate in modo credibile. E nel Consiglio comunale del 24 novembre 2025, quando la vicenda è stata nuovamente sollevata, ho sentito il sindaco dichiarare che la minoranza era stata convocata per discutere dell’incontro.
Una frase che non corrisponde al vero. La realtà non sta nelle parole pronunciate in aula, ma nelle mail. E le mail, a differenza delle dichiarazioni, non mentono. L’unico invito ricevuto il 18/09/2024 riguardava la fideiussione rilasciata dal Comune a favore del Consorzio Bealera Maestra, un tema che la minoranza stava seguendo in quei giorni con grande attenzione dopo i pesanti rilievi della Corte dei Conti.
Nulla, assolutamente nulla, che facesse pensare a un incontro sul bitumificio. Nessuna convocazione. Nessun avviso. Nessuna comunicazione. Nulla. E allora la domanda è inevitabile: perché affermare qualcosa che non corrisponde ai fatti?
Una riunione che coinvolge tecnici comunali e riguarda un progetto pubblico non può essere trasformata in un incontro “privato” a discrezione di qualcuno. Non può essere impedita la partecipazione a un Consigliere perché “una persona non lo vuole”. Non può essere gestita come se il municipio fosse una casa privata. La legge non lo permette. La trasparenza non lo permette. Il rispetto delle istituzioni non lo permette.
Per limitare la partecipazione sarebbe servito un atto formale, una motivazione chiara, una convocazione trasparente, un verbale. Non è stato fatto nulla di tutto questo. E allora ho deciso di parlare. Di scrivere. Di denunciare ciò che è accaduto.
Perché quella porta chiusa non è stata un dettaglio. È stata un segnale. Un segnale che dice che qualcuno pensa di poter decidere chi entra e chi resta fuori non in base alle regole, ma in base alle preferenze del momento. Un segnale che racconta un modo di esercitare il potere che non appartiene a una comunità democratica.
Io non posso accettarlo. Non posso far finta di niente. Non posso lasciare che passi l’idea che un consigliere possa essere escluso da un incontro pubblico su richiesta di una sola persona.
Quella porta chiusa il 27 settembre non riguarda solo me. Riguarda il modo in cui si governa una comunità. Riguarda il rispetto delle istituzioni. Riguarda la credibilità di chi amministra. E finché avrò un mandato, farò in modo che nessuno dimentichi cosa è successo quel giorno".
Adriana Costamagna, Bene Vagienna, consigliera comunale "L’Altra Bene".
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