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27 gennaio: il dovere di ricordare, per non restare indifferenti

Un incontro con le Scuole e la commemorazione al Parco Perlasca: Ceva onora il Giorno della Memoria. Appuntamento il 27 gennaio: momento di riflessione sul buio del passato

27 gennaio: il dovere di ricordare, per non restare indifferenti

Tra le date di commemorazioni imprescindibili sul calendario di un Ente pubblico e nella vita civica di una comunità c’è sicuramente il 27 gennaio. Istituito dall’ONU simbolicamente nel giorno in cui furono aperti i cancelli di Auschwitz, il Giorno della Memoria impone una riflessione sulla più grande tragedia che ha colpito l’Europa nella sua storia contemporanea: lo sterminio programmato e sistematico di intere fasce di popolazione.

Il Comune di Ceva celebra questa importante ricorrenza con un doppio appuntamento proprio nella mattinata di martedì 27 gennaio.

Alle ore 10.30, l’Amministrazione comunale si recherà in visita all’IC “Momigliano”, dove alcuni alunni presenteranno le attività appositamente pensate e preparate per l’occasione. Le classi seconde della Primaria si esibiranno in un piccolo momento musicale, durante il quale proporranno alcuni brani; le classi terze, quarte e quinte, invece, oltre a cantare, presenteranno le attività e i lavori svolti in classe proprio come approfondimento su questo specifico argomento.

Alle ore 11, invece, presso il Parco Perlasca si terrà il momento di cerimonia istituzionale con la deposizione di un omaggio floreale nel ricordo delle vittime della mattanza nazista.

Il programma mira a coinvolgere la cittadinanza in maniera trasversale, partendo proprio dai più piccoli, che costruiranno il futuro sulla scorta del nostro passato.

«Vorrei che i giovani si interessassero a questa mia storia unicamente per pensare, oltre a quello che è successo, a quello che potrebbe succedere e sapere opporsi, eventualmente, a violenze del genere. Queste erano le parole di Giorgio Perlasca, al quale è dedicato proprio il Parco in cui si svolgono le celebrazioni, ed è questo il senso più profondo del Giorno della Memoria – afferma il sindaco di Ceva, Fabio Mottinelli –. Il sonno della ragione genera mostri, ma proprio per questo alcuni giorni sul calendario sono più importanti di altri. Il 27 gennaio facciamo nostro l’imperativo morale di ricordare, di parlare per coloro che non possono più farlo, ma soprattutto scolpiamo nella nostra mente e nei nostri cuori ciò che i testimoni ci hanno lasciato come monito: di fronte all’ingiustizia e al dolore altrui, non restiamo indifferenti».

«Non possiamo dimenticare che questo è stato, diceva Primo Levi, e la memoria, che dà il nome a questa data, affonda le sue radici proprio nella volontà di non scordare il passato – commenta Cinzia Boffano, assessore alle Politiche sociali –. Abbiamo imparato e ricostruito partendo purtroppo dall’orrore, e proprio per questo dobbiamo ricordare, affinché il buco nero in cui l’umanità è già sprofondata una volta non torni più».

Conclude così l’assessore all’Istruzione e alle Politiche giovanili, Laura Amerio: «Coinvolgere le Scuole, i giovani, genera un impatto fondamentale che si proietta sul domani, sul mondo che le generazioni dopo di noi erediteranno. I semi dell’odio, della violenza e della discriminazione sono sempre pronti a germogliare e trovano terreno fertile nell’ignoranza e nel pregiudizio, ma attraverso l’istruzione e l’educazione questo si può contrastare».

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