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Addio a don Paolo Gariglio, il "prete volante" che amava i giovani

Pilota di lungo corso, aveva insegnato ai missionari a guidare gli aerei per raggiungere i luoghi più remoti della Terra. Nella sua lunga vita ha fondato scuole, giornali, radio e comunità di recupero

Don Paolo Gariglio

Don Paolo Gariglio

La Chiesa torinese e l’intera comunità del Torinese piangono la scomparsa di don Paolo Gariglio, sacerdote, pilota, scrittore e figura di riferimento per generazioni di giovani. È deceduto nella notte tra il 19 e il 20 gennaio 2026, all’età di 95 anni, nella Casa del Clero San Pio X di Torino.

 

Nato il 15 ottobre 1930 nel quartiere Lingotto di Torino, a pochi passi dall’allora campo volo di Mirafiori, Gariglio ha unito in modo raro e originale due grandi passioni: la fede e il volo. Fin da ragazzo, immerso nei prati e nel rombo degli aerei, coltivò il sogno di volare, ottenendo il brevetto di pilota civile e portando questa esperienza dentro il suo ministero sacerdotale.

 

Dopo gli studi in seminario, tra cui un periodo formativo a Pisa, don Paolo viene ordinato sacerdote il 29 giugno 1956. Ben presto non rinuncia al suo amore per il cielo: negli anni ’50 lancia l’idea di una “pastorale volante”, un progetto attraverso il quale insegnare a missionari e religiosa a pilotare velivoli per raggiungere le missioni nei luoghi più remoti del pianeta — dall’Africa all’Amazzonia. È suo l’impulso alla creazione del Centro internazionale di aviazione e motorizzazione missionaria (CIAMM), un’iniziativa pionieristica che vide tra i primi sostenitori anche l’Aero Club e la Fiat.

 

La sua figura di prete pilota gli valse presto il soprannome di “prete volante” o “prete con le ali”, e il suo amore per il volo divenne strumento di catechesi e di coinvolgimento dei giovani: portarli in volo, raccontava, era un modo concreto per avvicinarli alla bellezza del creato e alla ricerca di Dio.

 

Se il cielo fu sempre una sua dimensione amatissima, il vero terreno di battaglia pastorale di don Paolo furono le periferie di Torino. Dopo i primi incarichi nella parrocchia dell’Assunzione di Maria nel quartiere Lingotto e poi in quella di San Luca a Mirafiori Sud, fu per oltre trent’anni parroco della Santissima Trinità a Nichelino. Qui, in una comunità spesso segnata da difficoltà sociali, costruì relazioni profonde con adolescenti e giovani, avvicinandoli al messaggio del Vangelo con una parola semplice e mai distaccata dalla vita reale.

 

La sua attenzione ai giovani non si fermò alla pastorale tradizionale: fu fondatore di scuole, giornali, radio e comunità di recupero, e scrisse libri per ragazzi, fra cui I ragazzi della croce — un’opera che racconta storie di vita e di fede con linguaggio evocativo e immediato.

 

Secondo il comunicato ufficiale della Diocesi di Torino, la comunità ecclesiale si è raccolta in preghiera attorno alla figura di don Paolo con una serie di celebrazioni prima delle esequie. La camera ardente è stata allestita mercoledì 21 gennaio nella Casa del Clero San Pio X e successivamente nella chiesa grande della SS. Trinità a Nichelino. Sempre mercoledì, Rosario alle ore 16 e veglia di preghiera alle ore 21.

La Messa esequiale viene celebrata giovedì 22 gennaio 2026 alle ore 16 nella grande chiesa della SS. Trinità a Nichelino.

 

La scomparsa di don Paolo Gariglio lascia un vuoto profondo non solo nelle comunità parrocchiali che ha servito, ma anche in chi, grazie a lui, ha sperimentato la fede come avventura, libertà e responsabilità. La sua figura continuerà a essere ricordata come punto di riferimento per giovani e adulti nel Torinese e oltre, per la capacità di parlare ai cuori con autenticità, passione e creatività.

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