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L'impianto che trasforma gli scarti organici in biometano e compost di qualità

L'esempio virtuoso di Cavaglià, che genera un risparmio emissivo di CO₂ superiore al 65% rispetto al metano tradizionale, creando anche posti di lavoro stabili

L'impianto che trasforma gli scarti organici in biometano e compost di qualità

L'impianto di trattamento FORSU di A2A a Cavaglià

La trasformazione degli scarti organici in energia pulita e risorse per l’agricoltura è oggi una realtà concreta, come dimostra l’impianto di recupero e trattamento della frazione organica dei rifiuti urbani  (FORSU) di Cavaglià (BI), inaugurato nel 2022 da A2A, e oggi scelto da Legambiente per la 39° tappa della campagna Legambiente “I Cantieri della Transizione Ecologica”, promossa dall’associazione ambientalista per raccontare le esperienze italiane più rappresentative sul fronte della sostenibilità ambientale.

 

Gestito da A2A, partner dell’iniziativa, l’impianto è un esempio concreto di economia circolare, dove energia pulita e sviluppo locale camminano insieme. L’impianto è autorizzato a trattare complessivamente 66 mila tonnellate di rifiuti organici: di queste, circa 50 mila tonnellate provengono dalla raccolta differenziata di scarti di cucine e mense locali e vengono trasformate in una risorsa preziosa. Attraverso il processo di digestione anaerobica, il rifiuto viene infatti trasformato in biogas e poi in biometano, una fonte rinnovabile in grado di sostituire i combustibili fossili. Con una produzione di oltre 4,5 milioni di metri cubi all’anno, il biometano è in grado coprire il fabbisogno energetico di circa 3.500 famiglie, garantendo tra l’altro un risparmio emissivo di CO₂ superiore al 65% rispetto al metano tradizionale.

 

I benefici non finiscono qui, perché l’impianto porta vantaggi concreti al territorio: imprese e operatori agricoli possono contare su compost certificato di qualità, ritirabile direttamente in loco. Allo stesso tempo, la presenza di A2A genera un vero indotto per le aziende locali, creando nuove opportunità di lavoro per chi opera in manutenzione elettromeccanica, impiantistica e idraulica.

 

Una piccola rivoluzione verde che parte dai rifiuti arriva nelle nostre case e nutre anche i terreni. Dal trattamento degli scarti nasce infatti il compost di qualità: circa 12 mila tonnellate l’anno, ottenute dall’umido domestico e da rifiuti verdi provenienti da sfalci e potature urbane e private. Gli agricoltori locali lo utilizzano per migliorare la fertilità dei suoli, riducendo al contempo il ricorso ai fertilizzanti chimici e completando così il ciclo dell’economia circolare.

 

Il biometano rappresenta quel modello virtuoso di economia circolare che auspichiamo e chiediamo di realizzare. Un modello capace di trasformare gli scarti organici in energia rinnovabile e in compost ricco di sostanze nutritive, da restituire ai terreni agricoli al posto dei fertilizzanti chimici. Questo processo contribuisce a preservare la fertilità del suolo e a contrastarne l’impoverimento - sostiene Giorgio Zampetti, direttore generale Legambiente. Allo stesso tempo, il biometano rappresenta una soluzione concreta per ridurre l’uso dei combustibili fossili, sostituendoli con una fonte energetica rinnovabile, la cui produzione deriva da un processo virtuoso che evita l’avvio a smaltimento di decine di migliaia di tonnellate di rifiuti organici grazie al riciclo e ad un trattamento dedicato. La realtà di questo impianto dimostra inoltre che i benefici non si limitano al solo sito di trattamento ma riguardano anche il territorio e la comunità che lo ospita”.

 

La nostra esperienza e il ruolo di leadership nel trattamento e nella valorizzazione dei rifiuti ci permettono di integrare in modo efficace i principi dell’economia circolare nei processi industriali, con benefici concreti per l’ambiente e per la collettività – dichiara Davide Marinzi, Responsabile Impianti di Trattamento di A2A Ambiente – L’impianto di Cavaglià è per A2A un elemento chiave nella gestione sostenibile del ciclo dei rifiuti. Crediamo che la filiera del biometano non solo rappresenti un’opportunità per rafforzare la circolarità, ma che possa anche contribuire all’autonomia energetica del nostro Paese e alla decarbonizzazione delle città.

 

Accanto ai benefici ambientali, infatti, l’impianto di Cavaglià genera un impatto sociale ed economico positivo sul territorio. Il sito garantisce occupazione stabile, impiegando personale specializzato nella gestione, conduzione e manutenzione degli impianti. È inoltre attivo un progetto di inserimento lavorativo rivolto a persone in difficoltà, realizzato in collaborazione con una Cooperativa Sociale operante all’interno dell’impianto, con l’obiettivo di promuovere inclusione sociale, formazione professionale e accesso al lavoro. Grazie a questa iniziativa, negli impianti piemontesi in cui opera la Società sono state complessivamente inserite in modo stabile 12 persone appartenenti alle categorie protette.

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