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Otto apicoltori decisero di mettersi insieme, oggi fatturano 10 milioni di euro

Mezzo secolo di storia per Piemonte Miele, la nostra regione è la prima in Italia per numero di alveari

Otto apicoltori decisero di mettersi insieme, oggi fatturano 10 milioni di euro

Un momento della celebrazione dei 50 anni della cooperativa a Cussanio

Mezzo secolo di storia, fatta di numeri solidi e uno sguardo deciso verso il futuro. Piemonte Miele ha celebrato il proprio 50° anniversario a Cussanio di Fossano, trasformando la ricorrenza in un momento di confronto strategico sulle grandi sfide che attendono l’apicoltura italiana: dal cambiamento climatico alla sostenibilità, fino alle ricadute della direttiva “breakfast” e della nuova Politica Agricola Comune.

Alla mattinata di sabato scorso hanno preso parte rappresentanti delle istituzioni nazionali e regionali, Associazioni di categoria e numerosi soci conferenti, a testimonianza del ruolo centrale che la cooperativa ha assunto nel panorama apistico italiano.

Dalle origini al primato nazionale

«La cooperativa nasce nel 1976 dalla visione di otto apicoltori che decisero di lavorare insieme per ottimizzare costi e risorse», ha ricordato Davide Colombo, presidente di Piemonte Miele, di fronte alla sala. «Oggi siamo un punto di riferimento per consumatori e grande distribuzione in tutta Italia. Rappresentiamo la cooperativa leader per le vendite di miele e nell’ultimo anno abbiamo registrato una crescita del 18% nella GDO».

Le istituzioni: “Apicoltura settore strategico”

In apertura il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio ha sottolineato l’importanza del comparto:

«Celebriamo cinquant’anni di cooperazione legati a un prodotto straordinario. Il Piemonte è la prima regione in Italia per numero di alveari. Le sfide globali sono molte, ma lavorando insieme, puntando su qualità e rispetto pragmatico dell’ambiente, il futuro può essere positivo».

Sulla stessa linea l’assessore regionale all’Agricoltura Paolo Bongioanni:

«L’apicoltura è strategica per la biodiversità e per la valorizzazione delle aree marginali. Come Regione confermiamo il nostro impegno nel sostenere il settore, dalla ricerca agli strumenti economici e operativi a disposizione degli apicoltori».

Il Manifesto per il futuro dell’apicoltura

L’incontro di Fossano è stato anche l’occasione per la sottoscrizione del Manifesto per il Futuro dell’Apicoltura, promosso da Piemonte Miele per dare voce a un comparto spesso sottovalutato, ma fondamentale per l’equilibrio ambientale e agricolo del Paese.

Il tema della rappresentanza è tornato centrale durante la tavola rotonda “Il futuro dell’Apicoltura Italiana. Mercato mondiale, direttiva breakfast e nuova PAC”, con il contributo delle associazioni di categoria:

  • Riccardo Terriaca, segretario generale MiC - Miele in Cooperativa

  • Giuseppe Cefalo, presidente UNAAPI

  • Raffaele Cirone, presidente FAI - Federazione Apicoltori Italiani

  • Massimo Carpinteri, vicepresidente Osservatorio Nazionale dei Mieli

Dal confronto è emersa la necessità di fare fronte comune, lavorando su priorità condivise. «La politica può fare molto – ha ribadito Colombo – ma anche i cittadini hanno un ruolo chiave: scegliendo miele italiano sostengono qualità, ambiente, apicoltori e api».



Un riconoscimento a chi ha fatto la storia

Un momento particolarmente sentito della giornata è stato poi il riconoscimento a due figure simbolo della cooperativa: Dario Mattio, direttore storico, ed Ernesto Marengo, ex presidente. «Grazie alla loro lavoro costruito negli anni – ha evidenziato Colombo – Piemonte Miele ha saputo affrontare crisi e cambiamenti trasformandoli in opportunità di crescita».

I numeri di Piemonte Miele

Il bilancio 2024/2025 conferma una cooperativa solida e in espansione:

  • 425 soci attivi in 8 regioni italiane

  • Oltre 100.000 alveari gestiti

  • 1.500 tonnellate di miele conferite

  • Fatturato di circa 10 milioni di euro

Cinquant’anni dopo la sua nascita, Piemonte Miele rilancia la sua visione fatta di «cooperazione, qualità e sostenibilità come pilastri per il futuro dell’apicoltura italiana».

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